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Navigate DDN
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Odds And Not Ends
| Un tempo, una volta spedito il testo di un libro all'editore, c'erano da una parte le bozze del testo e dall'altra il menabò, che mostrava come sarebbe stato impostato il libro (vedi articolo Menabò su Wikipedia). Le bozze si suddividevano tra le prime bozze, con il testo in continuo, e le bozze impaginate secondo il menabò. Nel contratto per il libro, spesso l'editore minacciava multe lievi per correzioni importanti nelle prime bozze, e più care nelle bozze impaginate se le correzioni dovessero cambiare il numero di righe, imponendo una modifica del menabò. Quindi gli autori erano attenti a fornire un testo il più definitivo possibile, e a rileggere molto accuratamente le prime bozze. Negli anni 80, la diffusione dei programmi numerici di trattamento di testo ha un po' modificato questo percorso: il menabò è sì diventatao automaticamente adattabile al cambiamento nel numero di righe nel testo numerico fornito dall'autore in caso di correzioni dopo la consegna - però il menabò e le correzioni su bozze rimanevano. Oggi invece, quasi tutti si possono permettere di acquisire trattamenti di testo con possibilità di impaginazione più raffinate che consentono l'editoria fai-da-te (Pages della Apple, ad esempio, ma ci sono anche soluzioni libere e gratuire): gli autori si possono avvalere di un distributore come Lulu.com, dove si carica la versione PDF del libro in una pagina dalla quale gli interessati lo possono ordinare, oppure distribuirloo da soli. Però per ottenere un libro bello, cioè funzionale, la procedura non è cambiata: prima si finalizzano il contenuto e la struttura logica delle parti e sottoparti; soltanto dopo si inserisce il contenuto nel "menabò". Non va saltata la prima tappa, soprattutto se il testo è lungo e se l'impaginazione è complessa (e ancora di più se ci sono diversi autori). Inserire un contenuto ancora in fieri nell'impaginazione definitiva per vedere come verrà fuori può essere tentante, ma è bloccante - un po' come verniciare e incorniciare una tela dopo il primo schizzo, o mettere nel forno per ore un maialino neonato vivo con una mela nella bocca e il prezzemolo nelle orecchie per vedere come verrà fuori quando sarà abbastanza cresciuto per essere mangiato. |
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September 15th, 2008 @ 5:09AM |
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| In Calatrava: dichiarazioni alla stampa, Roberto Scano propone il video delle dichiarazioni fatte alla stampa da Santiago Calatrava il 2 settembre 2008. Sotto, in audio con sottotitoli in italiano e inglese (tramite myPlick.com, che consente di sincronizzare una presentazione in diapositive con un file audio), la parte di queste dichiarazioni che riguarda le proteste delle associazioni di disabili. Perché "sottotitoletur et altera pars", ma anche perché così è più facile ritrovare le parole esatte utilizzate in una dichiarazione. 
(Trascrizioni in italiano e in inglese come testo continuo nella seconda parte del post |
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September 4th, 2008 @ 5:09AM |
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Context The picture is from Calatrava impicati and is under an attribution - non commercial - share alike Creative Commons license. This is about a real-life divide: Venice (Italy) has a new-fangled bridge by controversial architect Calatrava, who also committed other bridges, in Dallas for instance. See Spanish Fly - Dallas turns rape to romance with Calatrava bridges by Jim Schutze, Dallas Observer,December 18, 2003: ...The proposed Calatrava bridge or bridges in Dallas will be, after all, suspension bridges over a freeway and a narrow drainage ditch. Their true nature, in architectural terms, will be as follies. An architectural folly, according to the Shorter Oxford English Dictionary, is "any costly structure considered to have shown folly in the builder." The mental state of folly is defined by the OED as "the quality or state of being foolish, want of good sense, weakness or derangement of mind." That about nails it. ...
And so Venice is going to have its own Calatrava's - or rather Mayor Cacciari's - folly too. The bridge was meant to be very solemnly inaugurated on Sept. 18, 2008, with the President of the Italian Republic attending. However, this ceremony was cancelled due to the protests of associations of people with disabilities, in particular of the Un ponte per tutti petition, because the bridge violates national accessibility norms, as it includes glass-covered stairs that exclude people in wheelchairs. In a way, the petition has reached its goal: there won't be a solemn inauguration on Sept. 18. However, Mayor Cacciari, while recognizing the "errors" made in choosing that bridge, has also heaped insults on the associations of people with disabilities for having prevented the ceremony, arrogantly claiming that he hasn't even listened to them ("le associazioni che hanno protestato non le ho nemmeno sentite" - Il Gazzettino di Venezia, quoted in Calatrava: ponte Potëmkin? by Roberto Scano, Aug. 28, 2008). One way to help Mayor Cacciari understand that his explicit contempt for people with disabilities is not alright might be to go on signing the Un ponte per tutti petition, adding comments. Hence the translation below. For more information on the issue, see the links collected under the Cacciari_accessibilità tag on del.icio.us. Translation of the petition From: firmiamo.it/unpontepertutti: This petition aims at making public administrations sensitive to the respect of norms in force concerning architectural obstacles. Concretely,this petition is about Calatrava's bridge in Venice, the fourth bridge on the Canal Grande due to be inaugurated on September 18, 2008, in the presence of the President of the [Italian] Republic. With this petition we request that the official inauguration (in the presence of the President) be postponed until the auxiliary means (the so-called "ovovia" [1] inorder to enable people with disabilities to cross the bridge like everybody, i.e. to be able, like all citizens, to use this alternative solution to public transportation (for the journey from the train station to Piazzale Roma, a tourist pays Euro 6.50]. We therefore request from: - the Mayor of Venice, Prof. Massimo Cacciari
- the President of the Republic, Giorgio Napolitano
that they postpone the official inauguration in the presence of the President of the Republic until the work is actually usable by all citizens. This petition does not intend to prevent the opening of the bridge for the citizens, but to only enhance its inauguration when it will actually be accessible (as foreseen, morover, by the norms in force). [1] "egg-way" - pictures of the project in Ponte di Calatrava, costruito il telaio della cabina dell'ovovia (problems: the "ovovia" crossing will take 17 minutes), and technical problems are delaying its inauguration to an unconfirmed date [N. of T]. |
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August 29th, 2008 @ 11:08AM |
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| Da due giorni seguo gli insulti rivolti dall'onorevole sindaco di Venezia Cacciari alle persone con disabilità, in merito all'inaccessibilità del ponte escogitato dall'architetto Calatrava alle persone in sedia a rotella. Certo: chi non è mai stato in sedia a rotelle o non ha mai avuto un parente o un amico in sedia a rotelle fa fatica ad immaginare cosa sia un ostacolo architettonico. Certo: Venezia è una bellissima città ma è comunque diffiiclmente agibile in sedia a rotelle, e questo può causare una certà passività mentale nell'affrontare la rimozione degli ostacoli. Errare humanum est, e anche intellettuali di grido come il sindaco di Venezia sono umani (sì sì, onorevole Cacciari) Però l'onorevole Cacciari vorrebbe fare del ponte inaccessibile alle persone in sedia a rotelle un simbolo, addirittura della Costituzione. Ora come ricorda Roberto Scano in Calatrava: ponte Potëmkin? l'articolo 3 della Costituzione recita: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Perseverare - come fa l'onorevole Cacciari - diabolicum: da diabolè - divisione, calunnia. *** Grazie a Roberto Scano per aver lanciato la petizione Un ponte per tutti che ha impedito l'inaugurazione del ponte della divisione in pompa magna con partecipazione del Presidente della Repubblica - e per aver riportato le esternazioni dell'onorevole sindaco di Venezia nel suo blog Random Bits, Il miglior modo per debellare la calunnia è citarla. Grazie a Roberto Ellero per la segnalazione e le spiegazioni. |
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August 28th, 2008 @ 6:08AM |
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| Le slide (diapositive) sono sempre state molto utilizzate per illustrare una presentazione. Sul computer, si possono farepossono essere elaborate con programmi come Impress (OpenOffice), Keynotes (Apple) o PowerPoint (Microsoft).
Però fino a poco fa, però, per poter poi condividere la presentazione – cioè il parlato e le slide – in seguito con altri, occorreva riprenderla in video, spesso con una notevole perdita di definizione nelle diapositive,slide, oppure mettere a disposizione separatamente le slide e l'audio, lasciando che il destinatario se la sbrighi da solo per sincronizzarli.
In entrambi i casi, il peso del o dei file coinvolti era notevole, spesso o persino proibitivo proibitivo per la spedizione via e-mail.
Da qualche tempo, invece, le applicazioni web Slideshare.net e myPlick.com consentono di caricare sia le slide sia l'audio online, poi di sincronizzarli in un'unica pagina: il risultato viene poi trasmesso in streaming flash, molto più leggero dei file dia + audio originali. A questo punto basta spedire l'indirizzo della pagina con la presentazione sincronizzata via e-mail oppure, se avete un sito o un blog, inserirvi direttamente la presentazione sincronizzata (vedi esempio nella versione online di questo articolo su www.noimedia.org). La sincronizzazione – sia con Slideshare sia con myPlick – viene spiegata in tutorial molto chiari, però soltanto in inglese.
Riassumendo: una volta caricati i due file si lancia lo strumento di sincronizzazione: appaiono l'oscillogramma dell'audio e le icone delle slide. Ascoltando l'audio, si posizionano le icone al posto corrispondente sotto l'oscillogramma. Con myPick, l'operazione richiede meno abilità manuale, però consente un risultato un po' più preciso con Slideshare.
Un'altra differenza tra le due applicazioni riguarda il file audio: è possibile caricarlo assieme alle slide in myPlick, mentre con slideshare, occorre farlo altrove, ad esempio su archive.org. Di conseguenza, con myPlick è possibile autorizzare lo scaricamento sia delle slide sia dell'audio, mentre con Slideshare non è possibile per l'audio, visto che si trova su un altro sito.
Siccome tutte e due le applicazioni sono gratuite, potete provare sia con l'una sia con l'altra per vedere quale si confà meglio ai vostri scopi, al vostro stile di presentazione presentazione…– e alla vostra destrezza.
Claude Almansi
www.noimedia.org
Esempi:

asas
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August 10th, 2008 @ 11:08AM |
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In Navigare meglio - dicembre 2007: IT-Fitness: un test poco affidabile, rilevavo - tra altri problemi del test - come era possibile rispondervi indicando qualsiasi nominativo, che veniva poi inserito automaticamente in un certificato e in una valutazione dall'apparenza ufficiale, atto ad indurre in errore un potenziale datore di lavoro. Ed è tuttora così: a ottobre 2007 avevo ottenuto un certificato di IT-fitness a nome di Donald Duck (PDF) - adesso (21 giugno 2008) ne ho ottenuto uno a nome di Mickey Mouse (PDF).
In Parlamentarier sind "IT-fit" (11 giugno 2008), Swiss ePower Initiative [1] annuncia di avere purtroppo indotto - assieme a Stiftung Produktive Schweiz - i parlamentari federali svizzeri a fare questo dubbio test. Siccome la funzione commenti della pagina Parlamentarier sind "IT-fit" produce un messaggio di errore all'invio, ho spedito il mio via e-mail a ePower Initiative:
When Ms Leuthard launched the IT-Fitness certification in October 2007, many people and civil society groups expressed doubts about its strong Microsoft bias - then denied by the lady in an interview - where she also acknowledged she had not yet taken the test. See a few links about this reaction in http://del.icio.us/noimedia/itfitness . Beyond that bias - still present: over half the questions refered to Microsoft products when I took the test just now - there were and there still are 2 other big problems with the test: - it is not accessible to blind people (questions where you have to click on a part of a picture - you can enter any name when you take the test: see the Donald Duck certificate I got for it back in 2007, http://siug.ch/it-fitness/donald-duck.pdf and the Mickey Mouse certificate and result interpretation I got when I redid the test now: http://noimedia.wikispaces.com/space/showimage/Attestati+Mickey+Mouse+512590430.pdf and http://noimedia.wikispaces.com/space/showimage/Resultati+Mickey+Mouse+512590430.pdf (btw, it's "risultati", not "resultati", in Italian). This means that anyone could ask someone IT- or rather Microsoft-knowledgeable person to take the test in his/her name, and then add the resulting IT-Fitness documents in his/her portfolio, thus inducing would-be employers to think s/he is "IT fit". I find it sad - but not altogether surprising - that ePower initiative and Stiftung Produktive Schweiz incited members of parliament to participate in this charade.
Traduzione:
Quando la signora Leuthard lanciò la certificazione IT-Fitness a ottobre 2007, molte persone e molti gruppi della società civile espressero dubbi in merito alla forte influenza della Microsoft sulle sue domande. Allora la signora negò questa influenza in un'intervista - nella quale però riconosceva di non avere ancora effettuato il test. Vedi alcuni link su questa reazione in http://del.icio.us/noimedia/itfitness . Oltre a questa influenza - tuttora presente: più della metà delle domande erano riferite a prodotti Microsoft quando ho fatto il test appena adesso - c'erano e ci sono ancora 2 altri gravi problemi con quel test: - non è accessibile ai ciechi (domande dove occorre cliccare su una parte di un'immagine) - è possibile inserire qualsiasi nominativo quando si effettua il test. Vedi il certificato Donald Duck che avevo ottenuto nel 2007, e il certificato Mickey Mouse e l'analisi dei risultati che ho ottenuto quando l'ho rifatto adesso: http://noimedia.wikispaces.com/space/showimage/Attestati+Mickey+Mouse+512590430.pdf and http://noimedia.wikispaces.com/space/showimage/Resultati+Mickey+Mouse+512590430.pdf (a proposito, si dice "risultati", non "resultati", in italiano). Questo significa che chiunque può chiedere a qualcuno che conosce bene l'IT - o piuttosto i prodotti Microsoft - di effettuare il test a suo nome, inserendo poi i documenti IT-Fitness risultanti nel proprio dossier e inducendo così potenziali datori di lavoro a credere che egli / lei stesso/a sia "IT-fit". Trovo triste - anche se non del tutto sorprendente - che ePower initiative e Stiftung Produktive Schweiz abbiano incitato dei parlamentari a partecipare a questa farsa.
Aggiornerò questo post se ci sarà una risposta.
[1] Quando Swiss ePower Initiative è stata lanciata nel 2005, il sito era soltanto in tedesco e in francese. Quindi avevo creato il wiki http://swiss-epower-initiative.wikispaces.com per radunarvi il testo italiano dell'iniziativa e altre informazioni. Adesso è scomparsa anche la versione francese del sito. Quindi paradossalmente, il testo francese dell'iniziativa rimane soltanto nella pagina ePower+Initiative+in+francese di quel wiki. Tuttavia nel frattempo la versione tedesca attuale in http://www.epower-initiative.ch/default.asp?V_ITEM_ID=191 è molto più breve - in barba al principio che non si modifica un testo dopo che è già stato firmato da diverse persone. E questi inizianti pretendono dettare all'amministrazione federale come realizzare l'e-governo in Svizzera? |
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June 21st, 2008 @ 6:06AM |
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Sin dagli esordi dell’internet, le persone che hanno interessi in comune si segnalano a vicenda siti pertinenti via e-mail o tramite liste di discussioni specializzate. Oppure se hanno un proprio sito, vi creano pagine di “link utili”. Questi metodi susistono, ma con l’avvento degli strumenti di collaborazione online, detti “Web 2.0”, sono nate anche diverse possibilità di creare, aggiornare e condividere più facilmente simili liste di link online anche per chi non ha un sito: vedi del.icio.us, furl.com. Queste applicazioni, dette di “social bookmarking” (“condivisione sociale di segnalibri”), consentono di installare nel proprio browser l’icona di uno strumento con il quale si può facilmente aggiungere alla lista un segnalibro a partire da qualsiasi pagina e di corredarlo di descrizione e “tag” (parole chiave). Dalla lista è poi possibile vedere tutti i siti segnati con un dato tag – da noi, ma anche da tutti gli altri utenti della stessa applicazione. Questo consente di scoprire persone che condividono i nostri interessi e di seguire gli aggiornamenti che apportano alle loro liste.
Diigo consente tutto questo ma anche di più, come suggerisce il suo nome, che sta per “Digest of Internet Information, Groups and Other stuff” (compendio di informazioni internet, gruppi e altra roba).
Nell’insegnamento – ma non solo – la possibilità di creare gruppi online muniti di forum è utilissima: consente di discutere i risultati delle ricerche già effettuate e di come proseguirne l’approfondimento. Inoltre, “l’altra roba” di Diigo permette di evidenziare passi di una pagina che si aggiunge ai segnalibri e di aggiungervi annotazioni, poi di ritrovare queste aggiunte quando si torna alla pagina tramite il suo segnalibro, di condividerle con altri e di registrarle sul proprio computer. In questo modo, un docente può facilmente vedere e valutare il modo in cui gli allievi utilizzano i siti che trovano. “L’altra roba” di Diigo comprende ancora diverse altre possibilità: le potrete esplorare man mano che vi risulteranno potenzialmente utili. E si rassicurino i paladini della civiltà europea che diffidano delle nuove soluzioni collaborative create da “barbari”: la sede amministrativa di Diigo è nel Nevada ma il suo team “ricerca e sviluppo” è in Cina. Quindi l’Europa ci sta proprio in mezzo. Claude Almansi www.noimedia.org
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June 15th, 2008 @ 12:06PM |
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| Il video sotto è un tutorial di Roberto Ellero su come sottotitolare ("caption") un video usando il programma Magpie. Appare nella pagina Webmultimediale.it Videoshare Captioning, quale viene visionata quando uno è "logged in", però.
Roberto Ellero mi ha autorizzata a riproporre il tutorial qui, in modo che sia visibile anche a chi non ha ancora un account Webmultimediale.it - dove tutti si possono comunque registrare gratuitamente per caricarvi file audio e video e - appunto - file di trascrizione dei video caricati per produrne una versione sottotitolata.
Per visualizzare il filmato serve il plugin Flash, disponibile per tutti i sistemi operativi e per tutti i browser. Scaricalo (basta un minuto).
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May 12th, 2008 @ 5:05AM |
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| Il 10 maggio 2008, a Lugano, hanno avuto luogo la finale e la premiazione del Premio Möbius Multimedia per l'area linguistica italiana e del Prix Möbius Suisse. Tra i prodotti multimediali finalisti del primo, c'erano i CD "Scienze facili" pubblicati dalla Erickson. Sono stati presentati da Maria Elena Rotilio, una degli insegnanti che li hanno concepiti. Oltre alla struttura facilmente fruibile, il prodotto è anche accessibile agli utenti con disabilità visive, uditive e cognitive. Estratti della presentazione di Maria Elena Rotilio possono essere ascoltati e scaricati dalla pagina webmultimediale.it/play_audio.php?audio=13. Vedi anche: |
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May 10th, 2008 @ 7:05AM |
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I malviventi sono bravissimi ad avvalersi delle innovazioni tecnologiche. Man mano che gli utenti imparano a riconoscere un tipo di truffa, i truffatori ne escogitano altre. Un tempo bastava sapere che se ti arriva un e-mail apparentemente spedito dalla tua prozia che elogiava un surrogato del Viagra in inglese sgangherato era meglio diffidare. Però da quando abbastanza persone lo hanno capito, i malviventi hanno sviluppato nuove tattiche, avvalendosi di nomi eccellenti. La casa d'asta online svizzera Ricardo.ch, proprio a causa della sua serietà, ha visto più volte il suo nome sfruttato da truffatori che lavorano da soli o in banda. A febbraio 2007 un centinaio di internauti svizzeri sono stati truffati complessivamente di ca CHF 500'000 con offerte fasulle su ricardo.ch di merci nuove a prezzi stracciati: pagavano in anticipo, ma la merce non arrivava. Poi a giugno, Ricardo.ch ha dovuto emettere una messa in guardia contro gli e-mail intitolati "ricardo.ch Ihre Kontodetails" o "Ihre Rechnung bei ricardo.ch" o "ricardo.ch Online-Rechnung" e spediti da un indirizzo @ricardo.ch: l'allegato era in realtà un virus spione che mandava al vero mittente password, numeri di carta di credito ecc. digitati sul computer. E a dicembre 2007, un amico mi ha chiesto di tradurgli una raccomandata in tedesco: l'autore esigeva una play station che quell'amico avrebbe venduta tramite Ricardo.ch o il rimborso del prezzo pagato. E dopo un altro mese il mio amico ha ricevuto due precetti esecutivi (uno su denuncia della DAS Ticino) riguardanti simili operazioni tramite Ricardo.ch. Il suo avvocato ha spiegato all'Ufficio esecuzione e fallimenti che il suo cliente non aveva un computer e ignorava persino l'esistenza di Ricardo.ch prima di queste rivendicazioni incresciose. In questo caso, la storia è finita lì. Però è preoccupante che né la DAS né l'Ufficio esecuzione e fallimenti abbiano fiutato qualcosa di strano vedendo menzionare Ricardo.ch, considerata la casistica precedente. Per saperne di più sarebbe bastato contattare lo SCOCI (Servizio di coordinazione per la lotta contro la criminalità suInternet) della Polizia Federale oppure la Polizia Cantonale. NB: ho usato qui l'esempio di Ricardo.ch, ma altri nomi rispettabili vengono sfruttati da truffatori per la garanzia che sembrano offrire.
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May 5th, 2008 @ 3:05AM |
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| Il "Gruppo fiabe" è una delle attività organizzate dal Club 74, l'associazione degli utenti della Clinica Psichiatrica Cantonale (CPC) e del Centro abitativo, ricreativo e di lavoro (CARL) del Canton Ticino, in collaborazione con l'equipe terapeutica.
Sotto, potete sentire "Il Corvo" dei fratelli Grimm, narrato dal Dr Lombardi al Gruppo Fiabe il giovedì 24 aprile 2008. Si tratta di una registrazione dal vivo con lieve editing (attenuazione dei rumori di sfondo)
Il testo della fiaba è dato in italiano in grimmstories.com/it/grimm_fiabe/il_corvo, con link a versioni in altre lingue, inclusa quella originale tedesca. |
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April 25th, 2008 @ 3:04AM |
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A volte capita: quando vogliamo aprire un link o una pagina internet segnata nei “favoriti” del nostro navigatore, appare un messaggio “Errore 404 pagina non trovata”. È seccante, ma i rimedi ci sono. Se il sito non è svanito del tutto, si può fare una ricerca interna per vedere se la pagina sia stata spostata da un’altra parte. Poi, per quelle scomparse di recente, c’è la versione salvata da Google: si ricerca di nuovo il titolo della pagina, poi si clicca sul link “archivio” sotto il risultato. Invece, per le pagine scomparse da più tempo, si può utilizzare la Wayback Machine (macchina per tornare indietro) dell’Internet Archive (www.archive.org) nel quale vengono salvate regolarmente quasi tutte le pagine internet: si inserisce l’Url (indirizzo) della “pagina non trovata” nella casella apposita, poi si preme Invia: appaiono così i link a tutte le versioni di quella pagina che sono state archiviate: di solito conviene scegliere quello più recente. Mentre nell’Internet Archive gli Url sono stabili e possono quindi essere utilizzati nei “favoriti” o per creare un link, con l’archivio di Google conviene fare una copia personale della pagina, per sicurezza. Va notato però che questi due archivi conservano sì la parte testo dei siti web, ma raramente gli “oggetti” (immagini, registrazioni audio e video). Per quanto riguarda invece i servizi che consentono di creare un sito proprio (blog, wiki, ecc.), uno dei criteri di scelta dovrebbe essere la facilità per l’autore - o gli autori - di salvarne un’intera copia, possibilmente riutilizzabile in un altro sito simile. Esempio: un tempo Anna Veronese - coautrice di Navigare Meglio - ed io ci occupavamo dell’informazione per un’associazione. Per preparare i nostri testi utilizzavamo un wiki privato dell’associazione. Quando la collaborazione con questa associazione è stata interrotta, avevamo ancora l’ultima copia di sicurezza di quel wiki sui nostri computer. Così abbiamo potuto continuare a consultare i nostri appunti di lavoro. E per quanto riguarda le nostre pagine nel sito tradizionale dell’associazione, eliminate dal web nel frattempo, le possiamo tuttora consultare tramite la Wayback Machine. Quindi se in internet si aprono buchi più spesso che nel mondo della carta stampata, rammendarli è anche più facile.
Vedi anche:
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February 9th, 2008 @ 10:02AM |
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| Google Maps ha lanciato la possibilità per tutti di creare mappe personalizzate con la possibilità di collaborare.
Quando create una mappa con Google Maps potete invitare i vostri amici o collaboratori a modificare ed arricchire la mappa creata. Potete addirittura scegliere di lasciare la mappa aperta a tutti.
Google Maps, oltre a permettere di inserire nella propria mappa segnaposti, commenti, immagini, video, commenti ed altro, consente di incorporare nel proprio sito web la mappa creata.
potete vedere un esempio qua: http://www.lagonirossi.com/index.php/mappa-di-lagoni
o qua http://aveminiera.googlepages.com/lagonirossiingooglemap
Ma non solo. Infatti, Google Maps è anche in grado di leggere file KML o KMZ, i formati di file utilizzati da Google Earth per lo scambio di dati geografici. Ciò significa che i dati che hai creato su Google Earth ora possono essere visualizzati da tutto il mondo anche su Google Maps.
Per visualizzare il file kml su Google Maps, basterà inserire nella barra di ricerca di Google Maps (ricerca sulle mappe) il percorso del file. Per esempio: http://lagonirossi.com/map/lagonirossi.kml
P.S. La mappa incorporata nel sito passa pure la validazione xhtml |
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January 7th, 2008 @ 8:54PM |
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Il problema è noto tutti coloro che vorrebbero una pagina web conforme agli standard xhtml, senza per questo dover rinunciare ad inserire nel loro sito un filmato ripreso da youtube.
Infatti, non appena si aggiunge alla pagina web (valida dal punto di vista xhtml) un filmato da youtube e si torna al sito della validazione (http://validator.w3.org/), si dovrà scoprire con rammarico che tutto d'un tratto la nostra pagina web presenta degli errori.
Il problema è dovuto al tag <embed> che non rientra nei parametri di XHTML. L'elemento<embed> è stato creato Netscape al fine di poter incorporare plug-in e players (flash, quicktime ecc.) nelle pagine web. Non fa parte delle specifiche XHTML e, dunque, invalida le nostre pagine web.
L'out out appare evidente: Pagina web conforme agli standard XHTML, ma senza filmato? oppure Filmato nella pagina web e rinuncia alla validazione XHTML?
Per fortuna esiste una soluzione che ci permette di avere entrambe le cose (insomma, la botte piena E la moglie ubriaca):
Volendo incorporare un filmato da Youtube, mantenendo la validità della pagina, invece di usare il formato che ci propone youtube:
| <object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/73CQIM7ogs8&rel=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/73CQIM7ogs8&rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object> |
basterà usare il seguente formato:
| <object type="application/x-shockwave-flash" style="width:425px; height:350px;" data="http://www.youtube.com/v/7_6B6vwE83U"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7_6B6vwE83U" /></object> |
Come potete notare, il formato suggerito tralascia l'elemento <embed>, rendendo in questo modo il filamto valido ai fini dell'XHTML.
Ho provato ad usare questo formato nel mio sito www.lagonirossi.com e.... davvero funziona. :) (nota: potrebbe essere che a volte il sito non risulti valido.... ciò non sarà comunque dovuto al filmato youtube incorporato, ma ad altri pasticci che sto testando.)
L'unico problema pare essere che, per alcuni, questo codice funziona benissimo con Firefox, ma non con IExplorer 7. Una soluzione potrebbe essere provare in questo modo:
<object type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="329" data="http://www.youtube.com/v/g_bK1IHTr5E"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/g_bK1IHTr5E" /><param name="wmode" value="transparent" /></object> |
Aggiungo che inizialmente entrambi i codici proposti non funzionavano quando aprivo la pagina con Explorer. In realtà, però, dopo aver fatto alcune prove e dopo aver aggiornato IE 7, il tutto funziona a meraviglia anche con Explorer.
Le informazioni sono state riprese dal blog (e dai relativi commenti) di Bernie Zimmermann (vale la pena leggere anche i commenti che propongono varianti e soluzioni interessanti) |
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December 30th, 2007 @ 2:15PM |
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Lo so, questo è, probabilmente, un discorso già datato... ma l'ho letto solo ora:
Il tutto parte da questo articolo del 19 ottobre 2007 su Repubblica. Cito dal blog di Beppe Grillo: "Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo. La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro."
Mah, mi pare strano....
E allora vado a leggermelo questo testo (Nuova disciplina dell'editoria e delega al Governo per l'emanazione di un testo unico sul riordino della legislazione nel settore editoriale) e l'occhio mi cade soprattutto su questi punti:
Art. 1 (Finalità generali) 1. La disciplina prevista dalla presente legge in tema di editoria quotidiana, periodica e libraria ha per scopo la tutela e la promozione del principio del pluralismo dell’informazione affermato dall’articolo 21 della Costituzione e inteso come libertà di informare e diritto ad essere informati.
<.........>
Art. 2 (Definizione del prodotto editoriale) 1. Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.
<...............>
Art. 5 (Esercizio dell’attività editoriale) 1. Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative.
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Art. 6 (Registro degli operatori di comunicazione) 1. Ai fini della tutela della trasparenza, della concorrenza e del pluralismo nel settore editoriale, tutti i soggetti che esercitano l’attività editoriale sono tenuti all’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione, di cui all’articolo 1, comma 6, lettera a), numero 5, della legge 31 luglio 1997 n. 249. Sono esclusi dall’obbligo della registrazione i soggetti che operano come punti finali di vendita dei prodotti editoriali.
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Art. 7 (Attività editoriale su internet) 1. L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa. 2. Per le attività editoriali svolte su internet dai soggetti pubblici si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni.
Nella speranza di trovare qualche notizia buona, corro a leggere (avrei potuto anche farne a meno) la Lettera del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio On. Ricardo Franco Levi a Beppe Grillo
Caro Beppe, tu che in merito a questo scrivi: "Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico."
Fallo.... io l'ho fatto già molto tempo fa ;)
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December 23rd, 2007 @ 12:37AM |
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Mi pare interessante segnalare il seguente video di Tim Berners-Lee ripreso da dotsub
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December 21st, 2007 @ 5:31PM |
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Il 4 ottobre 2007, la Consigliera federale Doris Leuthard lanciava IT- Fitness, un test online gratuito che dovrebbe valutare e certificare la capacità di utilizzare il computer e i programmi di base. Assieme a lei c’erano i signori Ballmer, Ceo della Microsoft, e Wohlwend, direttore della Educationpool.ch, che aveva ideato il test per la Microsoft Germania, ottenendo il diritto di adattarlo per la Svizzera. Per circa un mese, la variante elvetica è stata offerta soltanto in tedesco. Adesso il sito IT-Fitness.ch ha anche una versione italiana, dove però il test dà sempre un messaggio di errore di codice. In un’intervista rilasciata a Punkt.ch in occasione del lancio, la signora Leuthard diceva di non aver ancora fatto il test e negava che le domande fossero influenzate dalla Microsoft. Non si può dire quale proporzione del test verte su prodotti Microsoft, perché le domande cambiano ogni tanto, ma è il caso di tutte quelle che riguardano il sistema operativo, la burotica e la posta elettronica. Inoltre, il test non misura la “Microsoft-fitness”, perché le domande vertono soltanto su particolari dei prodotti (ad esempio: “Quale icona indica che c’è nuova posta in Outlook?”), non sulla capacità di utilizzarli. Tuttavia, il problema più grave sta nella certificazione: il nominativo inserito all’iscrizione viene automaticamente riportato in un certificato dall’aria molto ufficiale, con il logo della Seco (Segreteria di Stato dell’economia). È però possibile inserire qualsiasi nominativo: ho così ottenuto un certificato a nome di Donald Duck (Paperino). Senza nemmeno violare un regolamento perché non c’è regolamento. Nell’intervista citata, la signora Leuthard diceva che il test IT- Fitness non era costato niente alla Confederazione. Sarà, ma come il Siug (Swiss internet user group) ha scritto alla Signora Leuthard, hanno pure un costo le ore sprecate dalle migliaia di persone che hanno svolto il test nella speranza - rafforzata dall’avallo della signora Leuthard e della Seco - di ottenere una “qualifica per il futuro”, e invece si ritrovano con un certificato che vale quanto quello di Paperino. E avranno pure un costo gli errori indotti da questo certificato nella valutazione dei canditati a un posto di lavoro. A caval donato, un governo ha l’obbligo di guardare in bocca - come imparò troppo tardi quello di Troia.
Claude Almansi www.noimedia.org
Link utili:
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December 8th, 2007 @ 4:17PM |
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Nell'aggiornamento al post "Video On Demand": solo domande? - Navigare Meglio, ottobre 2007 riferivo che una persona della SRG SSR Idée Suisse aveva promesso il 15 ottobre di rispondere entro questa settimana alle domande concernenti il servizio Video On Demand. Oggi 19.10.2007, ha risposto sia a Digitale Allmend sia alle domade fatte nel post linkato.
Per quanto riguarda le domande di Digitale Allmend (citate in riassunto nel post linkato sopra), le risposte - promesse per "nei prossimi giorni" si trovano SRG antwortet auf Fragen zu pactevod: “.. im Moment keine Angaben machen ..”, (la SSR risponde alle domande su pactevod rss2_replacenome del sito di Video On Demandrss2_replace: "... per ora rss2_replacenon possiamorss2_replace rilasciare dichiarazioni") Blog di Digitale Allmend, 19.10,2007. In realtà ha risposto alla domanda 1 e in modo molto limitato alla domanda 4:
1) Per quali motivi l'archivio di SF (Schweizer Fernsehen) viene messo a disposizione gratuitamente, mentre i film di pacteVOD invece no?
Le trasmissioni SF offerte online sono produzioni proprie, per le quali essa detiene tutti i diritti. I documentari, lungometraggi, cortometraggi e film di animazione proposti su pacteVod sono co-produzioni con produttori, registi ecc. indipendenti. Il Pacte de l'audiovisuel è un contratto tra le professioni cinematografiche rss2_replaceFilmbrancherss2_replace indipendenti e la SRG SSR. Per poter offrire le coproduzioni del patto è stato concluso un accordo con le associazioni cinematografiche per la fase di prova. Dopo la fase di test le esperienze verranno valutate assieme alle professioni cinematografiche rss2_replaceFilmbrancherss2_replace.
4) Secondo il comunicato SSR del 25.4.07, "Il download, a pagamento, permetterà di sostenere la produzione e la creatività svizzere nell’ambito della fiction, della documentaristica e dell’animazione, settori che il pubblico ha dimostrato di gradire notevolmente negli ultimi anni".Vorremmo capire esattamente quale proporzione dei proventi VOD verrà assegnata* al finanziamento della piattaforma VOD e al pagamento delle licenze (di software) per le produzioni che si trovano nell'archivio VOD* a nuove produzioni secondo il comunicato della SRG del 25.04.07.
I proventi vengono suddivisi tra la SRG SSR, il co-produttore e il pagamento dei diritti di autore.
Le risposte alle altre domande, effettivamente, si suddividono tra Dazu kann ich Ihnen im Moment - nach so kurzer Betriebszeit - keine Angaben machen. (Per ora, dopo un tempo di attività così breve, non posso fare dichiarazioni - domande 2 e 3) e Nach Abschluss der Testphase werden die Erfahrungen ausgewertet und die Optionen geprüft (a conclusione della fase di prova le esperienze verranno valutate e le opzioni verranno vagliate - domande 5, 6 e 6 bis).
Per quanto riguarda la domanda sull'inaccessibilità alle persone cieche delle pagine per il download della piattaforma Video On Demand, aggiunta alle domande di Digitale Allmend nella rubrica "Navigare Meglio" intitolata "Video On Demand": solo domande? uscito su Spendere Meglio di ottobre 2007, la risposta è:
Merci beaucoup pour votre intérêt pour Video on Demand Pacte. Nous avons bien pris connaissance de vos remarques pour adapter la plateforme après la phase de test. Cela sera bien examiner, aussi avec nos partenaires, les associations signataires du Pacte de l'audiovisuel. La phase test durera jusqu'au 31 janvier 2008. Sur la base de nos expériences nous alons évaluer tous les éléments et en discuter avec tous les partenaires impliqués. Bien sûr vous serez informé en temps utile.
(Traduzione: Grazie tante per il suo interesse per il Pacte Video on Demand. Abbiamo preso nota delle sue osservazioni per adattare la piattaforma dopo la fase di prova. Sarà opportuno esaminarrss2_replacelerss2_replace anche con i nostri partner, le associazioni firmatarie del Pacte de l'audiovisuel. La fase di prova durerà fino al 31 gennaio 2008. In base alle nostre esperienze valuteremo tutti gli elementi e ne discuteremo con tutti i partner coinvolti. Ovviamente la informeremo in tempo utile) |
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October 19th, 2007 @ 8:37PM |
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| About Claude |
| I was born (1952) and educated in Geneva (CH) until my first degree ("licence-ès-lettres") in 1977, and I also obtained a postgrad diploma in conference interpretation techniques from the Polytechnic of Central London (now University of Westminster) in 1978.
I taught French and English as... |
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