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2007 Webby Awards

Odds And Not Ends
Lasciate che tutti accedano agli e-libri - petizione

Traduzione della Petizione Allow Everyone Access to E-Books sostenuta dalla Reading Rights Coalition Rivolta all'Authors' Guild


Quando Amazon rilasciò il lettore di libri elettronici Kindle 2 il 9 febbraio 2009, la ditta annunciò che quel lettore avrebbe letto
e-libri ad alta voce utilizzando la tecnologia "text-to-speech"(sintesi vocale). Sotto la pressione della Authors' Guild, Amazon ha poi annunciato che avrebbe conferito agli autori e agli editori la possibilità di disattivare la funzione text-to-speech per qualsiasi dei, o per tutti i, loro e-book disponibili per il Kindle 2.

La Reading Rights Coalition, che rappresenta le persone che non possono leggere testi stampati, protesterà contro la minacciata rimozione della funzione text-to-speech dal Kindle 2 dell'Amazon davanti alla sede principale della Authors' Guild a New York, 31 East 32 Street, il 7 aprile 2009, dalle 12 alle 14. La coalizione comprende organizzazioni che rappresentano ciechi, dislessici, persone con problemi di apprendimento o di rielaborazione, persone anziane la cui
acuità visiva sta scemando, persone con traumi alla spina dorsale o che hanno subito un ictus. e molti altri per i quali l'aggiunta del text-to-speech al Kindle 2 aveva ripromesso per la prima volta un accesso facile, ad ampio raggio ["mainstream", cioè non una tecnologia assistiva mirata a una data categoria], a oltre 245'000 libri.

Firmate la petizione qui:

http://www.thepetitionsite.com/1/We-Want-To-Read

***

Fine della traduzione. Questa petizione spiega anche il contesto del mio post precedente, Non boycottate gli e-book per il Kindle di Amazon,

Però la petizione si concentra sull'essenziale: sullo scandalo di un'associazione di autori che, pretendendo che la sintesi vocale sia una rappresentazione audio e quindi soggetta al pagamento di ulteriori diritti, e ottenendo che Amazon ceda su questo punto, mette a rischio l'accesso allo scritto delle persone cieche e con disabilità di lettura.

Il mio post precedente invece era solo un'arrabbiatura contro i grulli che si sono comperato il Kindle, hanno comperato gli e-libri per il Kindle, e mo' mugugnano perché Amazon non vende tutti gli e-libri per il Kindle a meno di $10. Quando invece ci sono problemi ben più seri sia con il Kindle e le sue protezioni digitali, sia con gli e-libri del Kindle che funzionano solo sul Kindle, sia soprattutto con la vigliaccheria di Amazon nell'aver ceduto alla Authors' Guild a proposito della sintesi vocale.

Ma l'Amazon andrà attaccata dopo per queste nefandezze. Per ora conviene far capire alla Authors' Guild che l'uso della sintesi vocale non può essere equiparato alla rappresentazione audio, e che la loro avidità nel sostenerlo si potrebbe ribaltare contro di loro. Da qui la petizione della Reading Rights Coalition, e l'importanza che venga firmata da tutti coloro che credono nei pari diritti nell'accesso ai libri e alla conoscenza.

 
April 4th, 2009 @ 1:04AM | 0 Comments | Post a Comment


Non boycottate gli e-book per il Kindle di Amazon

Non boycottate gli e-book per il Kindle di Amazon che costano più di $9.99.

Boycottate Kindle, il lettore di e-book di Amazon.

 
March 29th, 2009 @ 2:03AM | 0 Comments | Post a Comment


Aggiornamenti in tempo reale sulla repressione in Pakistan

Il 3 novembre 2007, il presidente-generale Musharraf proclamava lo stato di emergenza in Pakistan che avrebbe portato alla sua caduta pochi mesi dopo.

Oggi il presidente Zardari lo sta emulando, cercando di mettere a tacere l'opposizione politica e i difensori dei diritti umani. In particolare, sta provando ad impedire la Lunga Marcia per richiedere il ristauro dell'autorità giudiziaria legittima prevista per domani 12 marzo: divieto di raduni di più di 4 persone, numerosi arresti di politici, giuristi e militanti dei diritti umani.

In risposta, questi militanti hanno creato l'aggregatore sotto, che raduna notizie mandate via twitter - quindi anche via telefono cellulare - sulla repressione. L'aggregatore ha anche un RSS feed al quale è possibile abbonarsi.

Per ulteriori informazioni e commenti, vedi Long March LIVE updates sul blog Teeth Maestro, 11 marzo 09.

<a href="http://www.coveritlive.com/mobile.php?option=com_mobile&#038;task=viewaltcast&#038;altcast_code=9afe309d00" >Long March Updates</a>

 
March 11th, 2009 @ 6:03AM | 0 Comments | Post a Comment


Viva la tecnologia Web 2.0 - ma quella appropriata, per favore

Roberto Ellero mi segnala la pagina dell'Inaugurazione del 141° anno accademico di Ca' Foscari. Con encomiabile spirito di economia, il magnifico rettore  Pier Francesco Ghetti ha deciso di spostare la cerimonia online.

Ma perché con 3 video su YouTube?

A un certo punto, il rettore parla di documenti scaricabili da una pagina web. L'URL appare - non cliccabile. Con la funzione commenti di YT, la si poteva fare cliccabile.  Ma il vero punto è che non hanno senso video di 3 persone inquadrate da mezzobusti Tiggì anni 50.

Bastava l'audio con la trascrizione, e i documenti menzionati dal magnifico rettore - tutte cose che si potevano mettere iin una sola pagina dell'Internet Archive, dov'è possibile specificare il tipo di licenza di utilizzo e da cui tutti possono scaricare tutti i file - invece che di rafforzare ulteriormente il quasi monopolio del provider commerciale Google.

***

Altro caso: faccio parte di un gruppo di discussione sulla traduzione in collaborazione e sull'insegnamento delle lingue. Un altro membro ci sottopone il video Making IT, or Faking IT? dove Gavin Dudeney dice sì un sacco di cose pertinenti sulla deplorevole riluttanza degli insegnanti di lingue ad utilizzare strumenti online. Però questo video è una cattura di schermo di una presentazione di diapositive, con la sua voce off, con tanti errrhhh e altre esitazioni.

In effetti è difficile concentrarsi quando si fa un tutorial video in cattura di schermo e c'è bisogno allo stesso tempo di far andare avanti le diapositive. Ma soprattutto è assurdo imporsi questa difficoltà quando esiste la possibilità dello slidecasting, cioè di caricare la presentazione dia e il file audio, e di sincronizzarli dopo: è molto più facile ripulire il solo audio dalle esitazioni che non un video. E di nuovo, con uno slidecast - ad es. su Slideshare o su myPlick - si può scegliere la licenza di utilizzazione, e si può consentire agli utenti di scaricare sia le diapositive sia il file audio. Inoltre, il testo delle diapositive appare sotto lo slidecast.

***

Per il magnifico rettore Pier Francesco Ghetti, pazienza, è della generazione segnata dalla TV unidirezionale, quindi è normale che la sola cosa che capisca del cosiddetto Read/Write Web sia il video unidirezionale di YouTube, per giunta in versione monomediale, cioè ignorandone le funzionalità di commenti e di sottotitolazione. Anche se è strano che nessun suo collaboratore gli abbia suggerito una forma meno arcaica.

Ma uno come Dudeney - che fa la morale agli insegnanti sul loro conservatismo e sulla necessità che pensino "fuori dalla scatola" della loro formazione tradizionale per esplorare come gli strumenti Web 2.0 possano arricchire le loro lezioni e renderle più partecipative - dovrebbe razzolare un po' meglio.

Lodati siano il Web 2.0, il Read/Write Web e i loro ricchi strumenti. Ma per l'amor del cielo, non fissiamoci su quelli che consentono soltanto di scimiottare la TV.

 
March 7th, 2009 @ 2:03AM | 0 Comments | Post a Comment


Copyright Webmultimediale e strumenti di disseminazione

Copyright

La notizia di copyright a destra delle pagine del sito principale Webmultimediale.org recita:

"E' vietata la riproduzione totale o parziale del layout e dei contenuti (testi, immagini, filmati) su carta, supporti tecnologici (CD-ROM, DVD, siti Web, ...) e altro per ricavarne lucro, o per distribuirlo come proprio o per qualsiasi altra motivazione, senza il consenso scritto del responsabile del sito."

Mentre per quelle di questo blog dice:

"This weblog is licensed under a Creative Commons License.
Solo alcuni contenuti in Webmultimediale sono rilasciati con licenza Creative Commons: leggi le note legali."

Spiegazione:

I contenuti della parte principale sono frutto di un'esplorazione originale, spesso in collaborazione con artisti, del potenziale creativo di strumenti informatici che vengono sviluppati dagli altri membri di Webmultimediale.org. Di conseguenza le pagine della parte principale formano un tutto: da qui la necessità di chiedere l'autorizzazione preliminare per qualsiasi riuso.

Invece mi limito ad adoperare la versione autorizzata di questi strumenti, che tutti possono utilizzare tramite la parte "videoshare" del progetto, Webmultimediale.it - ed altri strumenti altrettanto disponibili a tutti. Quindi non avrebbe senso mettere ciò che ne faccio in questo blog sotto un copyright restrittivo.

Strumenti di disseminazione

Questo post nasce dalla costatazione che mentre un tempo ci voleva una certa competenza tecnica per riutilizzare i video della parte principale, oggi sarebbe facilissimo farlo tramite certi strumenti anch'essi utilizzabili da tutti: Vodpod.com, ad esempio, che consente di inserire - tali quali o quasi - in una sola operazione e con pochissimi click del mouse -  video ospitati su migliaia di piattaforme, non soltanto in Vodpod.com stesso, ma in blog, reti sociali ecc. Vedi Where can I find videos to collect? nelle FAQ di Vodpod.

Allora - a scopo soltanto illustrativo - ho violato il copyright della parte principale per vedere se persino io ci riuscivo - e visto che sì, ho avvertito Roberto Ellero, proponendo di cancellare  l'esempio di violazione tramite Vodpod quando lo avrebbe visto. Lui mi ha suggerito invece di lasciarli online e di scrivere questo post.

Esempio:

Tali possibilità di ampia disseminazione di un video sono utilissime in molti casi: ad esempio per i video prodotti da militanti per i diritti umani in paesi sotto dittatura, per i quali una diffusione sul maggior numero possibile di piattaforme permette di eludere i blocchi della censura statale. In effetti, quando avevo sottotitolato il video Missing in Pakistan il 30 novembre 2007, Roberto Ellero aveva aggiunto nel post il codice di inserimento per consentire ad altri di riutilizzare quella versione altrove (vedi il post con il video e il codice di inserimento).

Però una diffusione del genere, senza il contesto originale, non è appropriata per i video della parte principale di Webmultimediale.org, per i motivi indicati sopra.

 
December 21st, 2008 @ 3:12AM | 1 Comments | Post a Comment


Sottotitolare video: smil, subrip?

Questo post deriva dalla preparazione di un altro che ho scritto per il blog di Innovate: Three Video Captioning Tools. I tre strumenti presentati sono MAGpie, DotSUB e Overstream.

C'è una prima ovvia differenza tra MAGpie e i due altri: MAGpie è un programma che si istalla sul computer, DotSUB e Overstream sono strumenti online che offrono anche lo hosting del risultato.

Ma un'altra differenza forse più importante è che i file di sottotitoli prodotti con MAGpie sono file .txt, poi sincronizzati col video da un file "perno" .smil, mentre per DotSUB e Overstream i file di sottotitoli prodotti sono file .srt ("SubRip).

Poter creare un file .srt è  bello, certo:

  • è più facile trasformare un file .srt in .txt per SMIL che viceversa se lo devi fare a mano (esistono strumenti di conversione ma per ora non ne ho ancora trovato uno per Mac)
  • una volta che hai creato un file .srt con DotSUB, lo puoi riutilizzare per sottotitolare un video su Overstream e viceversa

Inoltre, puoi addirittura riutilizzare quel file .srt per sottotitolare direttamente un video che hai caricato su YouTube poco tempo dopo il tutorial di Roberto Ellero, Annotare video su YouTube. Però il CC era già possibile da tempo su Google Video.

Vedi la prova che ho fatto in Re: Accessible Radio for the Deaf and Blind: Cheryl Heppner:

Per vedere i sottotitoli in francese o in italiano aggiunti, far partire il video, poi passare col mouse sul triangolino in basso a destra del player, poi sulla freccina a sinistra del simbolo CC, poi clic sulla lingua.

Ma questa differenza SMIL/SubRIP ne comporta altre: quando uso dei file .txt di sottotioli per SMIL, so cosa contiene e dov'è il il file .smil che li coordina al video. Mentre quando uso dei file .srt di sottotitoli su YouTube, DotSUB o Overstream, non lo so.

Un'altra differenza riguarda gli standard. SMIL è approvato dal W3C. E SubRip? Non sarebbe più semplice usare un solo formato? Vedi, sulla complicazione di questa proliferazione di formati, https://wiki.mozilla.org/Accessibility/Caption_Formats.

Segue la trascrizione dei sottotitoli del video sopra: sarebbe ingiusto e stupido ridurre la dichiarazione della signora Heppner sulla sottotitolazione radio a semplice esempio del CC con YouTube. Intendo tornare sul tema in un altro post.

 
December 8th, 2008 @ 3:12AM | 2 Comments | Post a Comment


Menabò blues

Un tempo, una volta spedito il testo di un libro all'editore, c'erano da una parte le bozze del testo e dall'altra il menabò, che mostrava come sarebbe stato impostato il libro (vedi articolo Menabò su Wikipedia). Le bozze si suddividevano tra le prime bozze, con il testo in continuo, e le bozze impaginate secondo il menabò. 

Nel contratto per il libro, spesso l'editore minacciava multe lievi  per correzioni importanti nelle prime bozze, e più care  nelle bozze impaginate se le correzioni dovessero cambiare il numero di righe, imponendo una modifica del menabò. Quindi gli autori erano attenti a fornire un testo il più definitivo possibile, e a rileggere molto accuratamente le prime bozze.

Negli anni 80, la diffusione dei programmi numerici di trattamento di testo ha un po' modificato questo percorso: il menabò è sì diventatao automaticamente adattabile al cambiamento nel numero di righe nel testo numerico fornito dall'autore in caso di correzioni dopo la consegna - però il menabò e le correzioni su bozze rimanevano.

Oggi invece, quasi tutti si possono permettere di acquisire trattamenti di testo con possibilità di impaginazione più raffinate che consentono l'editoria fai-da-te (Pages della Apple, ad esempio, ma ci sono anche soluzioni libere e gratuire): gli autori si possono avvalere di un distributore come Lulu.com, dove si carica la versione PDF del libro in una pagina dalla quale gli interessati lo possono ordinare, oppure distribuirloo da soli.

Però per ottenere un libro bello, cioè funzionale, la procedura non è cambiata: prima si finalizzano il contenuto e la struttura logica delle parti e sottoparti;  soltanto dopo si inserisce il contenuto nel  "menabò". Non va saltata la prima tappa, soprattutto se il testo è lungo e se l'impaginazione è complessa (e ancora di più se ci sono diversi autori). Inserire un contenuto ancora in fieri nell'impaginazione definitiva per vedere come verrà fuori può essere tentante, ma è bloccante - un po' come verniciare e incorniciare una tela dopo il primo schizzo, o mettere nel forno per ore un maialino neonato vivo con una mela nella bocca e il prezzemolo nelle orecchie per vedere come verrà fuori quando sarà abbastanza cresciuto per essere mangiato.

 
September 15th, 2008 @ 5:09AM | 1 Comments | Post a Comment


Calatrava e accessibilità - 2 sett. 08

In Calatrava: dichiarazioni alla stampa, Roberto Scano propone il video delle dichiarazioni fatte alla stampa da Santiago Calatrava il 2 settembre 2008. Sotto, in audio con sottotitoli in italiano e inglese (tramite myPlick.com, che consente di sincronizzare una presentazione in diapositive con un file audio), la parte di queste dichiarazioni che riguarda le proteste delle associazioni di disabili. Perché "sottotitoletur et altera pars", ma anche perché così è più facile ritrovare le parole esatte utilizzate in una dichiarazione.

(Trascrizioni in italiano e in inglese come testo continuo nella seconda parte del post

 
September 4th, 2008 @ 5:09AM | 0 Comments | Post a Comment


Il ponte, l'uovo e il dondolo

Le informazioni e discussioni circa il Ponte di Calatrava e l'aggiunta di un'ovovia che lo dovrebbero rendere accessibile alle persone in carrozzella (vedi bookmark Diigo in merito) ricordano una vignetta classica sulla progettazione (circolava già negli anni '70 tra i progettatori dell'UNDP):

Dondolo con 3 assi e 2 corde appeso a un ramo d'albero Dondolo con 2 assi e 3 corde appeso a un ramo d'albero
Come proposto dallo sponsor del progetto Come specificato nella richiesta di progetto
Dondolo con 1 asse e 2 corde per terra, legato al tronco dell'albero Dondolo con 1 asse e 2 corde appeso a rami opposti di un albero
Come disegnato dall'analista capo Come prodotto dai programmatori
Dondolo con 1 asse e 2 corde appeso a rami opposti di un albero, tagliato per far passare il dondolo, e la cui parte sopra poggia su 2 stampelle Copertone appeso a un ramo di un albero
Come implementato sul sito dell'utente Ciò che l'utente desiderava

Fonte: Tire Swing Cartoon, nelle pagine di Fred Tepfer sul sito della University Of Oregon - il quale è architetto e progettatore, specializzato nel'accessibilità e nell'universal design.

 
September 1st, 2008 @ 9:09AM | 1 Comments | Post a Comment


Calatrava Bridge in Venice inaccessible in wheelchair: petition

Context

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The picture is from Calatrava impicati and is under an attribution - non commercial - share alike Creative Commons license.

This is about a real-life divide: Venice (Italy) has a new-fangled bridge by controversial architect Calatrava, who also committed other bridges, in Dallas for instance. See Spanish Fly - Dallas turns rape to romance with Calatrava bridges by Jim Schutze, Dallas Observer,December 18, 2003:

...The proposed Calatrava bridge or bridges in Dallas will be, after all, suspension bridges over a freeway and a narrow drainage ditch. Their true nature, in architectural terms, will be as follies. An architectural folly, according to the Shorter Oxford English Dictionary, is "any costly structure considered to have shown folly in the builder." The mental state of folly is defined by the OED as "the quality or state of being foolish, want of good sense, weakness or derangement of mind." That about nails it. ...

And so Venice is going to have its own Calatrava's - or rather Mayor Cacciari's - folly too.

The bridge was meant to be very solemnly inaugurated on Sept. 18, 2008, with the President of the Italian Republic attending. However, this ceremony was cancelled due to the protests of associations of people with disabilities, in particular of the Un ponte per tutti petition, because the bridge violates national accessibility norms, as it includes glass-covered stairs that exclude people in wheelchairs.

In a way, the petition has reached its goal: there won't be a solemn inauguration on Sept. 18. However, Mayor Cacciari, while recognizing the "errors" made in choosing that bridge, has also heaped insults on the associations of people with disabilities for having prevented the ceremony, arrogantly claiming that he hasn't even listened to them ("le associazioni che hanno protestato non le ho nemmeno sentite" - Il Gazzettino di Venezia, quoted in Calatrava: ponte Potëmkin? by Roberto Scano, Aug. 28, 2008).

One way to help Mayor Cacciari understand that his explicit contempt for people with disabilities is not alright might be to go on signing the Un ponte per tutti petition, adding comments. Hence the translation below.

For more information on the issue, see the links collected under the Cacciari_accessibilità tag on del.icio.us.

Translation of the petition

From: firmiamo.it/unpontepertutti:

This petition aims at making public administrations sensitive to the respect of norms in force concerning architectural obstacles. Concretely,this petition is about Calatrava's bridge in Venice, the fourth bridge on the Canal Grande due to be inaugurated on September 18, 2008, in the presence of the President of the [Italian] Republic.

With this petition we request that the official inauguration (in the presence of the President) be postponed until the auxiliary means (the so-called "ovovia" [1] inorder to enable people with disabilities to cross the bridge like everybody, i.e. to be able, like all citizens, to use this alternative solution to public transportation (for the journey from the train station to Piazzale Roma, a tourist pays Euro 6.50].

We therefore request from:

  • the Mayor of Venice, Prof. Massimo Cacciari
  • the President of the Republic, Giorgio Napolitano

that they postpone the official inauguration in the presence of the President of the Republic until the work is actually usable by all citizens.

This petition does not intend to prevent the opening of the bridge for the citizens, but to only enhance its inauguration when it will actually be accessible (as foreseen, morover, by the norms in force).

[1] "egg-way" - pictures of the project in Ponte di Calatrava, costruito il telaio della cabina dell'ovovia (problems: the "ovovia" crossing will take 17 minutes), and technical problems are delaying its inauguration to an unconfirmed date [N. of T].

 
August 29th, 2008 @ 11:08AM | 1 Comments | Post a Comment


Perseverare diabolicum

Da due giorni seguo gli insulti rivolti dall'onorevole sindaco di Venezia Cacciari alle persone con disabilità, in merito all'inaccessibilità del ponte escogitato dall'architetto Calatrava alle persone in sedia a rotella.

Certo: chi non è mai stato in sedia a rotelle o non ha mai avuto un parente o un amico in sedia a rotelle fa fatica ad immaginare cosa sia un ostacolo architettonico. Certo: Venezia è una bellissima città ma è comunque diffiiclmente agibile in sedia a rotelle, e questo può causare una certà passività mentale nell'affrontare la rimozione degli ostacoli. Errare humanum est, e anche intellettuali di grido come il sindaco di Venezia sono umani (sì sì, onorevole Cacciari)

Però l'onorevole Cacciari vorrebbe fare del ponte inaccessibile alle persone in sedia a rotelle un simbolo, addirittura della Costituzione. Ora come ricorda Roberto Scano in Calatrava: ponte Potëmkin? l'articolo 3 della Costituzione recita:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Perseverare - come fa l'onorevole Cacciari - diabolicum: da diabolè - divisione, calunnia.

***

Grazie a Roberto Scano per aver lanciato la petizione Un ponte per tutti che ha impedito l'inaugurazione del ponte della divisione in pompa magna con partecipazione del Presidente della  Repubblica - e per aver riportato le esternazioni dell'onorevole sindaco di Venezia nel suo blog Random Bits, Il miglior modo per debellare la calunnia è citarla.

Grazie a Roberto Ellero per la segnalazione e le spiegazioni.

 
August 28th, 2008 @ 6:08AM | 1 Comments | Post a Comment


Navigare meglio - agosto 2008: Slidecasting = slide + audio

Le slide (diapositive) sono sempre state molto utilizzate per illustrare una presentazione. Sul computer, si possono farepossono essere elaborate con programmi come Impress (OpenOffice), Keynotes (Apple) o PowerPoint (Microsoft).

Però fino a poco fa, però, per poter poi condividere la presentazione – cioè il parlato e le slide – in seguito con altri, occorreva riprenderla in video, spesso con una notevole perdita di definizione nelle diapositive,slide, oppure mettere a disposizione separatamente le slide e l'audio, lasciando che il destinatario se la sbrighi da solo per sincronizzarli.

In entrambi i casi, il peso del o dei file coinvolti era notevole, spesso o persino proibitivo proibitivo per la spedizione via e-mail.

Da qualche tempo, invece, le applicazioni web Slideshare.net e myPlick.com consentono di caricare sia le slide sia l'audio online, poi di sincronizzarli in un'unica pagina: il risultato viene poi trasmesso in streaming flash, molto più leggero dei file dia + audio originali. A questo punto basta spedire l'indirizzo della pagina con la presentazione sincronizzata via e-mail oppure, se avete un sito o un blog, inserirvi direttamente la presentazione sincronizzata (vedi esempio nella versione online di questo articolo su www.noimedia.org). La sincronizzazione – sia con Slideshare sia con myPlick – viene spiegata in tutorial molto chiari, però soltanto in inglese.

Riassumendo: una volta caricati i due file si lancia lo strumento di sincronizzazione: appaiono l'oscillogramma dell'audio e le icone delle slide. Ascoltando l'audio, si posizionano le icone al posto corrispondente sotto l'oscillogramma. Con myPick, l'operazione richiede meno abilità manuale, però consente un risultato un po' più preciso con Slideshare.

Un'altra differenza tra le due applicazioni riguarda il file audio: è possibile caricarlo assieme alle slide in myPlick, mentre con slideshare, occorre farlo altrove, ad esempio su archive.org. Di conseguenza, con myPlick è possibile autorizzare lo scaricamento sia delle slide sia dell'audio, mentre con Slideshare non è possibile per l'audio, visto che si trova su un altro sito.

Siccome tutte e due le applicazioni sono gratuite, potete provare sia con l'una sia con l'altra per vedere quale si confà meglio ai vostri scopi, al vostro stile di presentazione presentazione…– e alla vostra destrezza.

Claude Almansi

www.noimedia.org


Esempi:

asas

 

 

 
August 10th, 2008 @ 11:08AM | 1 Comments | Post a Comment


Swiss ePower initiative e Stiftung Produktive Schweiz inducono i parlamentari CH a fare il test di IT-Fitness
In Navigare meglio - dicembre 2007: IT-Fitness: un test poco affidabile, rilevavo - tra altri problemi del test - come era possibile rispondervi indicando qualsiasi nominativo, che veniva poi inserito automaticamente in un certificato e in una valutazione dall'apparenza ufficiale, atto ad indurre in errore un potenziale datore di lavoro. Ed è tuttora così: a ottobre 2007 avevo ottenuto un certificato di IT-fitness a nome di Donald Duck (PDF) - adesso (21 giugno 2008) ne ho ottenuto uno a nome di Mickey Mouse (PDF).

In Parlamentarier sind "IT-fit" (11 giugno 2008), Swiss ePower Initiative [1] annuncia di avere purtroppo indotto - assieme a Stiftung Produktive Schweiz - i parlamentari federali svizzeri a fare questo dubbio test. Siccome la funzione commenti della pagina Parlamentarier sind "IT-fit" produce un messaggio di errore all'invio, ho spedito il mio via e-mail a ePower Initiative:

When Ms Leuthard launched the IT-Fitness certification in October
2007, many people and civil society groups expressed doubts about its
strong Microsoft bias - then denied by the lady in an interview -
where she also acknowledged she had not yet taken the test. See a few
links about this reaction in http://del.icio.us/noimedia/itfitness .
Beyond that bias - still present: over half the questions refered to
Microsoft products when I took the test just now - there were and
there still are 2 other big problems with the test:
- it is not accessible to blind people (questions where you have to
click on a part of a picture
- you can enter any name when you take the test: see the Donald Duck
certificate I got for it back in 2007,
http://siug.ch/it-fitness/donald-duck.pdf and the Mickey Mouse
certificate and result interpretation I got when I redid the test now:
http://noimedia.wikispaces.com/space/showimage/Attestati+Mickey+Mouse+512590430.pdf
and http://noimedia.wikispaces.com/space/showimage/Resultati+Mickey+Mouse+512590430.pdf
(btw, it's "risultati", not "resultati", in Italian).

This means that anyone could ask someone IT- or rather
Microsoft-knowledgeable person to take the test in his/her name, and
then add the resulting IT-Fitness documents in his/her portfolio, thus
inducing would-be employers to think s/he is "IT fit".
I find it sad - but not altogether surprising - that ePower initiative
and Stiftung Produktive Schweiz incited members of parliament to
participate in this charade.

Traduzione:

Quando la signora Leuthard lanciò la certificazione IT-Fitness a ottobre 2007, molte persone e molti gruppi della società civile espressero dubbi in merito alla forte influenza della Microsoft sulle sue domande. Allora la signora negò questa influenza in un'intervista - nella quale però riconosceva di non avere ancora effettuato il test. Vedi alcuni link su questa reazione in http://del.icio.us/noimedia/itfitness .
Oltre a questa influenza - tuttora presente: più della metà delle domande erano riferite a prodotti Microsoft quando ho fatto il test appena adesso - c'erano e ci sono ancora 2 altri gravi problemi con quel test:
- non è accessibile ai ciechi (domande dove occorre cliccare su una parte di un'immagine)
- è possibile inserire qualsiasi nominativo quando si effettua il test. Vedi il certificato Donald Duck che avevo ottenuto nel 2007, e il certificato Mickey Mouse e l'analisi dei risultati che ho ottenuto quando l'ho rifatto adesso:
http://noimedia.wikispaces.com/space/showimage/Attestati+Mickey+Mouse+512590430.pdf
and http://noimedia.wikispaces.com/space/showimage/Resultati+Mickey+Mouse+512590430.pdf
(a proposito, si dice "risultati", non "resultati", in italiano).
Questo significa che chiunque può chiedere a qualcuno che conosce bene l'IT - o piuttosto i prodotti Microsoft - di effettuare il test a suo nome, inserendo poi i documenti IT-Fitness risultanti nel proprio dossier e inducendo così potenziali datori di lavoro a credere che egli / lei stesso/a sia "IT-fit".
Trovo triste - anche se non del tutto sorprendente - che ePower initiative e Stiftung Produktive Schweiz abbiano incitato dei parlamentari a partecipare a questa farsa.

Aggiornerò questo post se ci sarà una risposta.

[1] Quando Swiss ePower Initiative è stata lanciata nel 2005, il sito era soltanto in tedesco e in francese. Quindi avevo creato il wiki http://swiss-epower-initiative.wikispaces.com per radunarvi il testo italiano dell'iniziativa e altre informazioni. Adesso è scomparsa anche la versione francese del sito. Quindi paradossalmente, il testo francese dell'iniziativa rimane soltanto nella pagina ePower+Initiative+in+francese di quel wiki. Tuttavia nel frattempo  la versione tedesca attuale in http://www.epower-initiative.ch/default.asp?V_ITEM_ID=191 è molto più breve - in barba al principio che non si modifica un testo dopo che è già stato firmato da diverse persone. E questi inizianti pretendono dettare all'amministrazione federale come realizzare l'e-governo in Svizzera?
 
June 21st, 2008 @ 6:06AM | 1 Comments | Post a Comment


Navigare meglio - giugno 2008:Segnalibri Diigo: ricercare assieme
Sin dagli esordi dell’internet, le persone che hanno interessi in comune si segnalano a vicenda siti pertinenti via e-mail o tramite liste di discussioni specializzate. Oppure se hanno un proprio sito, vi creano pagine di “link utili”.
Questi metodi susistono, ma con l’avvento degli strumenti di collaborazione online, detti “Web 2.0”, sono nate anche diverse possibilità di creare, aggiornare e condividere più facilmente simili liste di link online anche per chi non ha un sito: vedi del.icio.us, furl.com.
Queste applicazioni, dette di “social bookmarking” (“condivisione sociale di segnalibri”), consentono di installare nel proprio browser l’icona di uno strumento con il quale si può facilmente aggiungere alla lista un segnalibro a partire da qualsiasi pagina e di corredarlo di descrizione e “tag” (parole chiave). Dalla lista è poi possibile vedere tutti i siti segnati con un dato tag – da noi, ma anche da tutti gli altri utenti della stessa applicazione. Questo consente di scoprire persone che condividono i nostri interessi e di seguire gli aggiornamenti che apportano alle loro liste.

Diigo consente tutto questo ma anche di più, come suggerisce il suo nome, che sta per “Digest of Internet Information, Groups and Other stuff” (compendio di informazioni internet, gruppi e altra roba).
Nell’insegnamento – ma non solo – la possibilità di creare gruppi online muniti di forum è utilissima: consente di discutere i risultati delle ricerche già effettuate e di come proseguirne l’approfondimento. Inoltre, “l’altra roba” di Diigo permette di evidenziare passi di una pagina che si aggiunge ai segnalibri e di aggiungervi annotazioni, poi di ritrovare queste aggiunte quando si torna alla pagina tramite il suo segnalibro, di condividerle con altri e di registrarle sul proprio computer.
In questo modo, un docente può facilmente vedere e valutare il modo in cui gli allievi utilizzano i siti che trovano.
“L’altra roba” di Diigo comprende ancora diverse altre possibilità: le potrete esplorare man mano che vi risulteranno potenzialmente utili.
E si rassicurino i paladini della civiltà europea che diffidano delle nuove soluzioni collaborative create da “barbari”: la sede amministrativa di Diigo è nel Nevada ma il suo team “ricerca e sviluppo” è in Cina. Quindi l’Europa ci sta proprio in mezzo.

Claude Almansi
www.noimedia.org

 


 

 
June 15th, 2008 @ 12:06PM | 1 Comments | Post a Comment


Roberto Ellero: Come sottotitolare video - da Webmultimediale.it

Il video sotto è un tutorial di Roberto Ellero su come sottotitolare ("caption") un video usando il programma Magpie. Appare nella pagina Webmultimediale.it Videoshare Captioning, quale viene visionata quando uno è "logged in", però.

Roberto Ellero mi ha autorizzata a riproporre il tutorial qui, in modo che sia visibile anche a chi non ha ancora un account Webmultimediale.it - dove tutti si possono comunque registrare gratuitamente per caricarvi file audio e video e - appunto - file di trascrizione dei video caricati per produrne una versione sottotitolata.

Per visualizzare il filmato serve il plugin Flash, disponibile per tutti i sistemi operativi e per tutti i browser. Scaricalo (basta un minuto).

 
May 12th, 2008 @ 5:05AM | 1 Comments | Post a Comment


CD Scienze Facili al Premio Moebius 2008

Il 10 maggio 2008, a Lugano, hanno avuto luogo la finale e la premiazione del Premio Möbius Multimedia per l'area linguistica italiana e del Prix Möbius Suisse. Tra i prodotti multimediali finalisti del primo, c'erano i CD "Scienze facili" pubblicati dalla Erickson. Sono stati presentati da Maria Elena Rotilio, una degli insegnanti che li hanno concepiti. Oltre alla struttura facilmente fruibile, il prodotto è anche accessibile agli utenti con disabilità visive, uditive e cognitive.

Estratti della presentazione di Maria Elena Rotilio possono essere ascoltati e scaricati dalla pagina webmultimediale.it/play_audio.php?audio=13

Vedi anche:

 

 
May 10th, 2008 @ 7:05AM | 1 Comments | Post a Comment


Navigare Meglio - aprile 2008: Truffe online - nuovi svilupi
I malviventi sono bravissimi ad avvalersi delle innovazioni tecnologiche. Man mano che gli utenti imparano a riconoscere un tipo
di truffa, i truffatori ne escogitano altre.  Un tempo bastava sapere che se ti arriva un e-mail apparentemente spedito dalla tua prozia che elogiava un surrogato del Viagra in inglese sgangherato era meglio diffidare. Però da quando abbastanza persone lo hanno capito, i malviventi hanno sviluppato nuove tattiche, avvalendosi di nomi eccellenti. La casa d'asta online svizzera Ricardo.ch, proprio a causa della sua serietà, ha visto più volte il suo nome sfruttato da truffatori che
lavorano da soli o in banda.
A febbraio 2007 un centinaio di internauti svizzeri sono stati truffati complessivamente di ca CHF 500'000 con offerte fasulle su ricardo.ch di merci nuove a prezzi stracciati: pagavano in anticipo, ma la merce non arrivava. Poi a giugno, Ricardo.ch ha dovuto emettere una messa in guardia contro gli e-mail intitolati "ricardo.ch Ihre Kontodetails" o "Ihre Rechnung bei ricardo.ch" o "ricardo.ch Online-Rechnung" e spediti da un indirizzo @ricardo.ch: l'allegato era in realtà un virus spione che mandava al vero mittente password, numeri di carta di credito ecc. digitati sul computer. 
E a dicembre 2007, un amico mi ha chiesto di tradurgli una raccomandata in tedesco: l'autore esigeva una play station che quell'amico avrebbe venduta tramite Ricardo.ch o il rimborso del prezzo pagato. E dopo un altro mese il mio amico ha ricevuto due precetti esecutivi (uno su denuncia della DAS Ticino) riguardanti simili operazioni tramite Ricardo.ch.  Il suo avvocato ha spiegato all'Ufficio esecuzione e fallimenti che il suo cliente non aveva un computer e ignorava persino l'esistenza di Ricardo.ch prima di queste rivendicazioni incresciose.
In questo caso, la storia è finita lì. 
Però è preoccupante che né la DAS né l'Ufficio esecuzione e fallimenti abbiano fiutato qualcosa di strano vedendo menzionare Ricardo.ch, considerata la casistica precedente.  Per saperne di più sarebbe bastato contattare lo SCOCI (Servizio di coordinazione per la lotta contro la criminalità suInternet) della Polizia Federale oppure  la Polizia Cantonale.
NB: ho usato qui l'esempio di Ricardo.ch, ma altri nomi rispettabili vengono sfruttati da truffatori per la garanzia che sembrano offrire.

***
Vedi anche


 
May 5th, 2008 @ 3:05AM | 1 Comments | Post a Comment


Il Corvo narrato dal Dr Lombardi

Il "Gruppo fiabe" è una delle attività organizzate dal Club 74, l'associazione degli utenti della Clinica Psichiatrica Cantonale (CPC) e del Centro abitativo, ricreativo e di lavoro (CARL) del Canton Ticino, in collaborazione con l'equipe terapeutica.

Sotto, potete sentire "Il Corvo" dei fratelli Grimm, narrato dal Dr Lombardi al Gruppo Fiabe il giovedì 24 aprile 2008. Si tratta di una registrazione dal vivo con lieve editing (attenuazione dei rumori di sfondo)

Il testo della fiaba è dato in italiano in grimmstories.com/it/grimm_fiabe/il_corvo, con link a versioni in altre lingue, inclusa quella originale tedesca.

 
April 25th, 2008 @ 3:04AM | 1 Comments | Post a Comment


Navigare meglio - febbraio 2008 - Internet: buchi e rammendi
A volte capita: quando vogliamo aprire un link o una pagina internet segnata nei “favoriti” del nostro navigatore, appare un messaggio “Errore 404 pagina non trovata”. È seccante, ma i rimedi ci sono.
Se il sito non è svanito del tutto, si può fare una ricerca interna per vedere se la pagina sia stata spostata da un’altra parte. Poi, per quelle scomparse di recente, c’è la versione salvata da Google: si ricerca di nuovo il titolo della pagina, poi si clicca sul link “archivio” sotto il risultato.
Invece, per le pagine scomparse da più tempo, si può utilizzare la Wayback Machine (macchina per tornare indietro) dell’Internet Archive (www.archive.org) nel quale vengono salvate regolarmente quasi tutte le pagine internet: si inserisce l’Url (indirizzo) della “pagina non trovata” nella casella apposita, poi si preme Invia: appaiono così i link a tutte le versioni di quella pagina che sono state archiviate: di solito conviene scegliere quello più recente.
Mentre nell’Internet Archive gli Url sono stabili e possono quindi essere utilizzati nei “favoriti” o per creare un link, con l’archivio di Google conviene fare una copia personale della pagina, per sicurezza. Va notato però che questi due archivi conservano sì la parte testo dei siti web, ma raramente gli “oggetti” (immagini, registrazioni audio e video).
Per quanto riguarda invece i servizi che consentono di creare un sito proprio (blog, wiki, ecc.), uno dei criteri di scelta dovrebbe essere la facilità per l’autore - o gli autori - di salvarne un’intera copia, possibilmente riutilizzabile in un altro sito simile.
Esempio: un tempo Anna Veronese - coautrice di Navigare Meglio - ed io ci occupavamo dell’informazione per un’associazione. Per preparare i nostri testi utilizzavamo un wiki privato dell’associazione. Quando la collaborazione con questa associazione è stata interrotta, avevamo ancora l’ultima copia di sicurezza di quel wiki sui nostri computer. Così abbiamo potuto continuare a consultare i nostri appunti di lavoro. E per quanto riguarda le nostre pagine nel sito tradizionale dell’associazione, eliminate dal web nel frattempo, le possiamo tuttora consultare tramite la Wayback Machine.
Quindi se in internet si aprono buchi più spesso che nel mondo della carta stampata, rammendarli è anche più facile.

Vedi anche:
 
February 9th, 2008 @ 10:02AM | 1 Comments | Post a Comment


Google Maps per tutti

Google Maps ha lanciato la possibilità per tutti di creare mappe personalizzate con la possibilità di collaborare.


Quando create una mappa con Google Maps potete invitare i vostri amici o collaboratori a modificare ed arricchire la mappa creata. Potete addirittura scegliere di lasciare la mappa aperta a tutti.


Google Maps, oltre a permettere di inserire nella propria mappa segnaposti, commenti, immagini, video, commenti ed altro, consente di incorporare nel proprio sito web la mappa creata.


potete vedere un esempio qua: http://www.lagonirossi.com/index.php/mappa-di-lagoni


o qua  http://aveminiera.googlepages.com/lagonirossiingooglemap


Ma non solo. Infatti, Google Maps è anche in grado di leggere file KML o KMZ, i formati di file utilizzati da Google Earth per lo scambio di dati geografici. Ciò significa che i dati che hai creato su Google Earth ora possono essere visualizzati da tutto il mondo anche su Google Maps.


Per visualizzare il file kml su Google Maps, basterà inserire nella barra di ricerca di Google Maps (ricerca sulle mappe) il percorso del file. Per esempio: http://lagonirossi.com/map/lagonirossi.kml


P.S. La mappa incorporata nel sito passa pure la validazione xhtml
 
January 7th, 2008 @ 8:54PM | 1 Comments | Post a Comment


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