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2007 Webby Awards

Odds And Not Ends
Swiss ePower initiative e Stiftung Produktive Schweiz inducono i parlamentari CH a fare il test di IT-Fitness
In Navigare meglio - dicembre 2007: IT-Fitness: un test poco affidabile, rilevavo - tra altri problemi del test - come era possibile rispondervi indicando qualsiasi nominativo, che veniva poi inserito automaticamente in un certificato e in una valutazione dall'apparenza ufficiale, atto ad indurre in errore un potenziale datore di lavoro. Ed è tuttora così: a ottobre 2007 avevo ottenuto un certificato di IT-fitness a nome di Donald Duck (PDF) - adesso (21 giugno 2008) ne ho ottenuto uno a nome di Mickey Mouse (PDF).

In Parlamentarier sind "IT-fit" (11 giugno 2008), Swiss ePower Initiative [1] annuncia di avere purtroppo indotto - assieme a Stiftung Produktive Schweiz - i parlamentari federali svizzeri a fare questo dubbio test. Siccome la funzione commenti della pagina Parlamentarier sind "IT-fit" produce un messaggio di errore all'invio, ho spedito il mio via e-mail a ePower Initiative:

When Ms Leuthard launched the IT-Fitness certification in October
2007, many people and civil society groups expressed doubts about its
strong Microsoft bias - then denied by the lady in an interview -
where she also acknowledged she had not yet taken the test. See a few
links about this reaction in http://del.icio.us/noimedia/itfitness .
Beyond that bias - still present: over half the questions refered to
Microsoft products when I took the test just now - there were and
there still are 2 other big problems with the test:
- it is not accessible to blind people (questions where you have to
click on a part of a picture
- you can enter any name when you take the test: see the Donald Duck
certificate I got for it back in 2007,
http://siug.ch/it-fitness/donald-duck.pdf and the Mickey Mouse
certificate and result interpretation I got when I redid the test now:
http://noimedia.wikispaces.com/space/showimage/Attestati+Mickey+Mouse+512590430.pdf
and http://noimedia.wikispaces.com/space/showimage/Resultati+Mickey+Mouse+512590430.pdf
(btw, it's "risultati", not "resultati", in Italian).

This means that anyone could ask someone IT- or rather
Microsoft-knowledgeable person to take the test in his/her name, and
then add the resulting IT-Fitness documents in his/her portfolio, thus
inducing would-be employers to think s/he is "IT fit".
I find it sad - but not altogether surprising - that ePower initiative
and Stiftung Produktive Schweiz incited members of parliament to
participate in this charade.

Traduzione:

Quando la signora Leuthard lanciò la certificazione IT-Fitness a ottobre 2007, molte persone e molti gruppi della società civile espressero dubbi in merito alla forte influenza della Microsoft sulle sue domande. Allora la signora negò questa influenza in un'intervista - nella quale però riconosceva di non avere ancora effettuato il test. Vedi alcuni link su questa reazione in http://del.icio.us/noimedia/itfitness .
Oltre a questa influenza - tuttora presente: più della metà delle domande erano riferite a prodotti Microsoft quando ho fatto il test appena adesso - c'erano e ci sono ancora 2 altri gravi problemi con quel test:
- non è accessibile ai ciechi (domande dove occorre cliccare su una parte di un'immagine)
- è possibile inserire qualsiasi nominativo quando si effettua il test. Vedi il certificato Donald Duck che avevo ottenuto nel 2007, e il certificato Mickey Mouse e l'analisi dei risultati che ho ottenuto quando l'ho rifatto adesso:
http://noimedia.wikispaces.com/space/showimage/Attestati+Mickey+Mouse+512590430.pdf
and http://noimedia.wikispaces.com/space/showimage/Resultati+Mickey+Mouse+512590430.pdf
(a proposito, si dice "risultati", non "resultati", in italiano).
Questo significa che chiunque può chiedere a qualcuno che conosce bene l'IT - o piuttosto i prodotti Microsoft - di effettuare il test a suo nome, inserendo poi i documenti IT-Fitness risultanti nel proprio dossier e inducendo così potenziali datori di lavoro a credere che egli / lei stesso/a sia "IT-fit".
Trovo triste - anche se non del tutto sorprendente - che ePower initiative e Stiftung Produktive Schweiz abbiano incitato dei parlamentari a partecipare a questa farsa.

Aggiornerò questo post se ci sarà una risposta.

[1] Quando Swiss ePower Initiative è stata lanciata nel 2005, il sito era soltanto in tedesco e in francese. Quindi avevo creato il wiki http://swiss-epower-initiative.wikispaces.com per radunarvi il testo italiano dell'iniziativa e altre informazioni. Adesso è scomparsa anche la versione francese del sito. Quindi paradossalmente, il testo francese dell'iniziativa rimane soltanto nella pagina ePower+Initiative+in+francese di quel wiki. Tuttavia nel frattempo  la versione tedesca attuale in http://www.epower-initiative.ch/default.asp?V_ITEM_ID=191 è molto più breve - in barba al principio che non si modifica un testo dopo che è già stato firmato da diverse persone. E questi inizianti pretendono dettare all'amministrazione federale come realizzare l'e-governo in Svizzera?
 
June 21st, 2008 @ 6:06AM | 0 Comments | Post a Comment


Navigare meglio - giugno 2008:Segnalibri Diigo: ricercare assieme
Sin dagli esordi dell’internet, le persone che hanno interessi in comune si segnalano a vicenda siti pertinenti via e-mail o tramite liste di discussioni specializzate. Oppure se hanno un proprio sito, vi creano pagine di “link utili”.
Questi metodi susistono, ma con l’avvento degli strumenti di collaborazione online, detti “Web 2.0”, sono nate anche diverse possibilità di creare, aggiornare e condividere più facilmente simili liste di link online anche per chi non ha un sito: vedi del.icio.us, furl.com.
Queste applicazioni, dette di “social bookmarking” (“condivisione sociale di segnalibri”), consentono di installare nel proprio browser l’icona di uno strumento con il quale si può facilmente aggiungere alla lista un segnalibro a partire da qualsiasi pagina e di corredarlo di descrizione e “tag” (parole chiave). Dalla lista è poi possibile vedere tutti i siti segnati con un dato tag – da noi, ma anche da tutti gli altri utenti della stessa applicazione. Questo consente di scoprire persone che condividono i nostri interessi e di seguire gli aggiornamenti che apportano alle loro liste.

Diigo consente tutto questo ma anche di più, come suggerisce il suo nome, che sta per “Digest of Internet Information, Groups and Other stuff” (compendio di informazioni internet, gruppi e altra roba).
Nell’insegnamento – ma non solo – la possibilità di creare gruppi online muniti di forum è utilissima: consente di discutere i risultati delle ricerche già effettuate e di come proseguirne l’approfondimento. Inoltre, “l’altra roba” di Diigo permette di evidenziare passi di una pagina che si aggiunge ai segnalibri e di aggiungervi annotazioni, poi di ritrovare queste aggiunte quando si torna alla pagina tramite il suo segnalibro, di condividerle con altri e di registrarle sul proprio computer.
In questo modo, un docente può facilmente vedere e valutare il modo in cui gli allievi utilizzano i siti che trovano.
“L’altra roba” di Diigo comprende ancora diverse altre possibilità: le potrete esplorare man mano che vi risulteranno potenzialmente utili.
E si rassicurino i paladini della civiltà europea che diffidano delle nuove soluzioni collaborative create da “barbari”: la sede amministrativa di Diigo è nel Nevada ma il suo team “ricerca e sviluppo” è in Cina. Quindi l’Europa ci sta proprio in mezzo.

Claude Almansi
www.noimedia.org

 


 

 
June 15th, 2008 @ 12:06PM | 0 Comments | Post a Comment


Navigare Meglio - aprile 2008: Truffe online - nuovi svilupi
I malviventi sono bravissimi ad avvalersi delle innovazioni tecnologiche. Man mano che gli utenti imparano a riconoscere un tipo
di truffa, i truffatori ne escogitano altre.  Un tempo bastava sapere che se ti arriva un e-mail apparentemente spedito dalla tua prozia che elogiava un surrogato del Viagra in inglese sgangherato era meglio diffidare. Però da quando abbastanza persone lo hanno capito, i malviventi hanno sviluppato nuove tattiche, avvalendosi di nomi eccellenti. La casa d'asta online svizzera Ricardo.ch, proprio a causa della sua serietà, ha visto più volte il suo nome sfruttato da truffatori che
lavorano da soli o in banda.
A febbraio 2007 un centinaio di internauti svizzeri sono stati truffati complessivamente di ca CHF 500'000 con offerte fasulle su ricardo.ch di merci nuove a prezzi stracciati: pagavano in anticipo, ma la merce non arrivava. Poi a giugno, Ricardo.ch ha dovuto emettere una messa in guardia contro gli e-mail intitolati "ricardo.ch Ihre Kontodetails" o "Ihre Rechnung bei ricardo.ch" o "ricardo.ch Online-Rechnung" e spediti da un indirizzo @ricardo.ch: l'allegato era in realtà un virus spione che mandava al vero mittente password, numeri di carta di credito ecc. digitati sul computer. 
E a dicembre 2007, un amico mi ha chiesto di tradurgli una raccomandata in tedesco: l'autore esigeva una play station che quell'amico avrebbe venduta tramite Ricardo.ch o il rimborso del prezzo pagato. E dopo un altro mese il mio amico ha ricevuto due precetti esecutivi (uno su denuncia della DAS Ticino) riguardanti simili operazioni tramite Ricardo.ch.  Il suo avvocato ha spiegato all'Ufficio esecuzione e fallimenti che il suo cliente non aveva un computer e ignorava persino l'esistenza di Ricardo.ch prima di queste rivendicazioni incresciose.
In questo caso, la storia è finita lì. 
Però è preoccupante che né la DAS né l'Ufficio esecuzione e fallimenti abbiano fiutato qualcosa di strano vedendo menzionare Ricardo.ch, considerata la casistica precedente.  Per saperne di più sarebbe bastato contattare lo SCOCI (Servizio di coordinazione per la lotta contro la criminalità suInternet) della Polizia Federale oppure  la Polizia Cantonale.
NB: ho usato qui l'esempio di Ricardo.ch, ma altri nomi rispettabili vengono sfruttati da truffatori per la garanzia che sembrano offrire.

***
Vedi anche


 
May 5th, 2008 @ 3:05AM | 0 Comments | Post a Comment


Navigare meglio - febbraio 2008 - Internet: buchi e rammendi
A volte capita: quando vogliamo aprire un link o una pagina internet segnata nei “favoriti” del nostro navigatore, appare un messaggio “Errore 404 pagina non trovata”. È seccante, ma i rimedi ci sono.
Se il sito non è svanito del tutto, si può fare una ricerca interna per vedere se la pagina sia stata spostata da un’altra parte. Poi, per quelle scomparse di recente, c’è la versione salvata da Google: si ricerca di nuovo il titolo della pagina, poi si clicca sul link “archivio” sotto il risultato.
Invece, per le pagine scomparse da più tempo, si può utilizzare la Wayback Machine (macchina per tornare indietro) dell’Internet Archive (www.archive.org) nel quale vengono salvate regolarmente quasi tutte le pagine internet: si inserisce l’Url (indirizzo) della “pagina non trovata” nella casella apposita, poi si preme Invia: appaiono così i link a tutte le versioni di quella pagina che sono state archiviate: di solito conviene scegliere quello più recente.
Mentre nell’Internet Archive gli Url sono stabili e possono quindi essere utilizzati nei “favoriti” o per creare un link, con l’archivio di Google conviene fare una copia personale della pagina, per sicurezza. Va notato però che questi due archivi conservano sì la parte testo dei siti web, ma raramente gli “oggetti” (immagini, registrazioni audio e video).
Per quanto riguarda invece i servizi che consentono di creare un sito proprio (blog, wiki, ecc.), uno dei criteri di scelta dovrebbe essere la facilità per l’autore - o gli autori - di salvarne un’intera copia, possibilmente riutilizzabile in un altro sito simile.
Esempio: un tempo Anna Veronese - coautrice di Navigare Meglio - ed io ci occupavamo dell’informazione per un’associazione. Per preparare i nostri testi utilizzavamo un wiki privato dell’associazione. Quando la collaborazione con questa associazione è stata interrotta, avevamo ancora l’ultima copia di sicurezza di quel wiki sui nostri computer. Così abbiamo potuto continuare a consultare i nostri appunti di lavoro. E per quanto riguarda le nostre pagine nel sito tradizionale dell’associazione, eliminate dal web nel frattempo, le possiamo tuttora consultare tramite la Wayback Machine.
Quindi se in internet si aprono buchi più spesso che nel mondo della carta stampata, rammendarli è anche più facile.

Vedi anche:
 
February 9th, 2008 @ 10:02AM | 0 Comments | Post a Comment


Google Maps per tutti

Google Maps ha lanciato la possibilità per tutti di creare mappe personalizzate con la possibilità di collaborare.


Quando create una mappa con Google Maps potete invitare i vostri amici o collaboratori a modificare ed arricchire la mappa creata. Potete addirittura scegliere di lasciare la mappa aperta a tutti.


Google Maps, oltre a permettere di inserire nella propria mappa segnaposti, commenti, immagini, video, commenti ed altro, consente di incorporare nel proprio sito web la mappa creata.


potete vedere un esempio qua: http://www.lagonirossi.com/index.php/mappa-di-lagoni


o qua  http://aveminiera.googlepages.com/lagonirossiingooglemap


Ma non solo. Infatti, Google Maps è anche in grado di leggere file KML o KMZ, i formati di file utilizzati da Google Earth per lo scambio di dati geografici. Ciò significa che i dati che hai creato su Google Earth ora possono essere visualizzati da tutto il mondo anche su Google Maps.


Per visualizzare il file kml su Google Maps, basterà inserire nella barra di ricerca di Google Maps (ricerca sulle mappe) il percorso del file. Per esempio: http://lagonirossi.com/map/lagonirossi.kml


P.S. La mappa incorporata nel sito passa pure la validazione xhtml
 
January 7th, 2008 @ 8:54PM | 0 Comments | Post a Comment


Incorporare (embed) un video da youtube, conforme agli standard xhtml 1.0
Il problema è noto tutti coloro che vorrebbero una pagina web conforme agli standard xhtml, senza per questo dover rinunciare ad inserire
nel loro sito un filmato ripreso da youtube.

Infatti, non appena si aggiunge alla pagina web (valida dal punto di vista xhtml) un filmato da youtube e si torna al sito della validazione (http://validator.w3.org/), si dovrà scoprire con rammarico che tutto d'un tratto la nostra pagina web presenta degli errori.

Il problema è dovuto al tag <embed> che non rientra nei parametri di XHTML.
L'elemento<embed> è stato creato Netscape al fine di poter incorporare plug-in e players (flash, quicktime ecc.) nelle pagine web.
Non fa parte delle specifiche XHTML e, dunque, invalida le nostre pagine web.

L'out out appare evidente:
Pagina web conforme agli standard XHTML, ma senza filmato? oppure Filmato nella pagina web e rinuncia alla validazione XHTML?

Per fortuna esiste una soluzione che ci permette di avere entrambe le cose (insomma, la botte piena E la moglie ubriaca):

Volendo incorporare un filmato da Youtube, mantenendo la validità della pagina, invece di usare il formato che ci propone youtube:

<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/73CQIM7ogs8&rel=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/73CQIM7ogs8&rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object>

basterà usare il seguente formato:

<object type="application/x-shockwave-flash" style="width:425px; height:350px;" data="http://www.youtube.com/v/7_6B6vwE83U"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7_6B6vwE83U" /></object>

Come potete notare, il formato suggerito tralascia l'elemento <embed>, rendendo in questo modo il filamto valido ai fini dell'XHTML.

Ho provato ad usare questo formato nel mio sito www.lagonirossi.com e.... davvero funziona. :)
(nota: potrebbe essere che a volte il sito non risulti valido.... ciò non sarà comunque dovuto al filmato youtube incorporato, ma ad altri pasticci che sto testando.)


L'unico problema pare essere che, per alcuni, questo codice funziona benissimo con Firefox, ma non con IExplorer 7.
Una soluzione potrebbe essere provare in questo modo: 
<object type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="329" data="http://www.youtube.com/v/g_bK1IHTr5E"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/g_bK1IHTr5E" /><param name="wmode" value="transparent" /></object>

Aggiungo che inizialmente entrambi i codici proposti non funzionavano quando aprivo la pagina con Explorer. In realtà, però, dopo
aver fatto alcune prove e dopo aver aggiornato IE 7, il tutto funziona a meraviglia anche con  Explorer.



Le informazioni sono state riprese dal blog (e dai relativi commenti) di Bernie Zimmermann
(vale la pena leggere anche i commenti che propongono varianti e soluzioni interessanti)
 
December 30th, 2007 @ 2:15PM | 0 Comments | Post a Comment


Sono senza parole.... (e non perchè non voglio pagare i diritti)
Lo so, questo è, probabilmente, un discorso già datato... ma l'ho letto solo ora:

Il tutto parte da questo articolo del 19 ottobre 2007 su Repubblica.

Cito dal blog di Beppe Grillo:
"
Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro."

Mah, mi pare strano....

E allora vado a leggermelo questo testo (Nuova disciplina dell'editoria e delega al Governo per l'emanazione di un testo unico sul riordino della legislazione nel settore editoriale) e l'occhio mi cade soprattutto su questi punti:

Art. 1 (Finalità generali)   1. La disciplina prevista dalla presente legge in tema di editoria quotidiana, periodica e libraria ha per scopo la tutela e la promozione del principio del pluralismo dell’informazione affermato dall’articolo 21 della Costituzione e inteso come libertà di informare e diritto ad essere informati.

<.........>

Art. 2 (Definizione del prodotto editoriale)  1. Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso. 

<...............>

Art. 5 (Esercizio dell’attività editoriale)  1. Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative.

<...........>

Art. 6 (Registro degli operatori di comunicazione)  1. Ai fini della tutela della trasparenza, della concorrenza e del pluralismo nel settore editoriale, tutti i soggetti che esercitano l’attività editoriale sono tenuti all’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione, di cui all’articolo 1, comma 6, lettera a), numero 5, della legge 31 luglio 1997 n. 249. Sono esclusi dall’obbligo della registrazione i soggetti che operano come punti finali di vendita dei prodotti editoriali.

<........>

Art. 7 (Attività editoriale su internet)   1. L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa. 2. Per le attività editoriali svolte su internet dai soggetti pubblici si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni. 


Nella speranza di trovare qualche notizia buona, corro a leggere (avrei potuto anche farne a meno) la Lettera del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio On. Ricardo Franco Levi a Beppe Grillo

Caro Beppe, tu che in merito a questo scrivi: "Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico."

Fallo.... io l'ho fatto già molto tempo fa ;)
 
December 23rd, 2007 @ 12:37AM | 0 Comments | Post a Comment


Il messagggio di Tim Berners-Lee per il "OneWebDay"
Mi pare interessante segnalare il seguente video di Tim Berners-Lee ripreso da dotsub



 
December 21st, 2007 @ 5:31PM | 0 Comments | Post a Comment


prova di embed (codice di inserimento) per video ecc.

Codice ripreso dal primo video della pagina http://collaborareonline.wikispaces.com/Introduzione+a+Second+Life 

<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/synxFmQJ_0A&rel=1&border=0"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/synxFmQJ_0A&rel=1&border=0" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object>

andando su "codice" nell'interfaccia admin del blog, si incolla lo stesso codice che, in chiaro, mostra il video

NB Per non perdersi quando uno si trova in visione codice / sorgente è utile battere una serie di caratteri facilmente reperibili tipo asasasasas per segnare dove inserire il codice di embedding (di inserimento)

 
December 18th, 2007 @ 6:03PM | 0 Comments | Post a Comment


Navigare meglio - dicembre 2007: IT-Fitness: un test poco affidabile

Il 4 ottobre 2007, la Consigliera federale Doris Leuthard lanciava IT-
Fitness, un test online gratuito che dovrebbe valutare e certificare
la capacità di utilizzare il computer e i programmi di base. Assieme
a lei c’erano i signori Ballmer, Ceo della Microsoft, e Wohlwend,
direttore della Educationpool.ch, che aveva ideato il test per la
Microsoft Germania, ottenendo il diritto di adattarlo per la
Svizzera. Per circa un mese, la variante elvetica è stata offerta
soltanto in tedesco. Adesso il sito IT-Fitness.ch ha anche una
versione italiana, dove però il test dà sempre un messaggio di errore
di codice.
In un’intervista rilasciata a Punkt.ch in occasione del lancio, la
signora Leuthard diceva di non aver ancora fatto il test e negava che
le domande fossero influenzate dalla Microsoft. Non si può dire quale
proporzione del test verte su prodotti Microsoft, perché le domande
cambiano ogni tanto, ma è il caso di tutte quelle che riguardano il
sistema operativo, la burotica e la posta elettronica. Inoltre, il
test non misura la “Microsoft-fitness”, perché le domande vertono
soltanto su particolari dei prodotti (ad esempio: “Quale icona indica
che c’è nuova posta in Outlook?”), non sulla capacità di utilizzarli.
Tuttavia, il problema più grave sta nella certificazione: il
nominativo inserito all’iscrizione viene automaticamente riportato in
un certificato dall’aria molto ufficiale, con il logo della Seco
(Segreteria di Stato dell’economia). È però possibile inserire
qualsiasi nominativo: ho così ottenuto un certificato a nome di
Donald Duck (Paperino). Senza nemmeno violare un regolamento perché
non c’è regolamento.
Nell’intervista citata, la signora Leuthard diceva che il test IT-
Fitness non era costato niente alla Confederazione. Sarà, ma come il
Siug (Swiss internet user group) ha scritto alla Signora Leuthard,
hanno pure un costo le ore sprecate dalle migliaia di persone che
hanno svolto il test nella speranza - rafforzata dall’avallo della
signora Leuthard e della Seco - di ottenere una “qualifica per il
futuro”, e invece si ritrovano con un certificato che vale quanto
quello di Paperino.
E avranno pure un costo gli errori indotti da questo certificato
nella valutazione dei canditati a un posto di lavoro. A caval donato,
un governo ha l’obbligo di guardare in bocca - come imparò troppo
tardi quello di Troia.

Claude Almansi
www.noimedia.org

Link utili:

 
December 8th, 2007 @ 4:17PM | 0 Comments | Post a Comment


"Video On Demand" - le risposte della SRG SSR Idée Suisse


Nell'aggiornamento al post "Video On Demand": solo domande? - Navigare Meglio, ottobre 2007 riferivo che una  persona della SRG SSR Idée Suisse aveva promesso il 15 ottobre di rispondere entro questa settimana alle domande concernenti il servizio Video On Demand. Oggi 19.10.2007, ha risposto sia a Digitale Allmend sia alle domade fatte nel post linkato.

Per quanto riguarda le domande di Digitale Allmend (citate in riassunto nel post linkato sopra), le risposte - promesse per "nei prossimi giorni" si trovano SRG antwortet auf Fragen zu pactevod: “.. im Moment keine Angaben machen ..”, (la SSR risponde alle domande su pactevod rss2_replacenome del sito di Video On Demandrss2_replace: "... per ora rss2_replacenon possiamorss2_replace rilasciare dichiarazioni") Blog di Digitale Allmend, 19.10,2007. In realtà ha risposto alla domanda 1 e in modo molto limitato alla domanda 4:


1) Per quali motivi l'archivio di SF (Schweizer Fernsehen) viene messo a disposizione gratuitamente, mentre i film di pacteVOD invece no?

Le trasmissioni SF offerte online sono produzioni proprie, per le quali essa detiene tutti i diritti. I documentari, lungometraggi, cortometraggi e film di animazione proposti su pacteVod sono co-produzioni con produttori, registi ecc. indipendenti. Il Pacte de l'audiovisuel è un contratto tra le professioni cinematografiche rss2_replaceFilmbrancherss2_replace indipendenti e la SRG SSR. Per poter offrire le coproduzioni del patto è stato concluso un accordo con le associazioni cinematografiche per la fase di prova. Dopo la fase di test le esperienze verranno valutate assieme alle professioni cinematografiche rss2_replaceFilmbrancherss2_replace.

4) Secondo il comunicato SSR del 25.4.07, "Il download, a pagamento, permetterà di sostenere la produzione e la creatività svizzere nell’ambito  della fiction, della documentaristica e dell’animazione, settori che il pubblico ha dimostrato di gradire notevolmente negli ultimi anni".
Vorremmo capire esattamente quale proporzione dei proventi VOD verrà assegnata
* al finanziamento della piattaforma VOD e al pagamento delle licenze (di software) per le produzioni che si trovano nell'archivio VOD
* a nuove produzioni secondo il comunicato della SRG del 25.04.07.

I proventi vengono suddivisi tra la SRG SSR, il co-produttore e il pagamento dei diritti di autore.

Le risposte alle altre domande, effettivamente, si suddividono tra Dazu kann ich Ihnen im Moment - nach so kurzer Betriebszeit - keine Angaben machen. (Per ora, dopo un tempo di attività così breve, non posso fare dichiarazioni - domande 2 e 3) e Nach Abschluss der Testphase werden die Erfahrungen ausgewertet und die Optionen geprüft (a conclusione della fase di prova le esperienze verranno valutate e le opzioni verranno vagliate - domande 5, 6 e 6 bis).

Per quanto riguarda la domanda sull'inaccessibilità alle persone cieche delle pagine per il download della piattaforma Video On Demand, aggiunta alle domande di Digitale Allmend nella rubrica "Navigare Meglio" intitolata "Video On Demand": solo domande? uscito su Spendere Meglio di ottobre 2007, la risposta è:

Merci beaucoup pour votre intérêt pour Video on Demand Pacte.
Nous avons bien pris connaissance de vos remarques pour adapter la plateforme après la phase de test. Cela sera bien examiner, aussi avec nos partenaires, les associations signataires du Pacte de l'audiovisuel.
La phase test durera jusqu'au 31 janvier 2008. Sur la base de nos expériences nous alons évaluer tous les éléments et en discuter avec tous les partenaires impliqués.
Bien sûr vous serez informé en temps utile.

(Traduzione: Grazie tante per il suo interesse per il Pacte Video on Demand.
Abbiamo preso nota delle sue osservazioni per adattare la piattaforma dopo la fase di prova. Sarà opportuno esaminarrss2_replacelerss2_replace anche con i nostri partner, le associazioni firmatarie del Pacte de l'audiovisuel.
La fase di prova durerà fino al 31 gennaio 2008. In base alle nostre esperienze valuteremo tutti gli elementi e ne discuteremo con tutti i partner coinvolti.
Ovviamente la informeremo in tempo utile)
 
October 19th, 2007 @ 8:37PM | 0 Comments | Post a Comment


"Video On Demand" - le risposte della SRG SSR Idée Suisse


Nell'aggiornamento al post "Video On Demand": solo domande? - Navigare Meglio, ottobre 2007 riferivo che una  persona della SRG SSR Idée Suisse aveva promesso il 15 ottobre di rispondere entro questa settimana alle domande concernenti il servizio Video On Demand. Oggi 19.10.2007, ha risposto sia a Digitale Allmend sia alle domade fatte nel post linkato.

Per quanto riguarda le domande di Digitale Allmend (citate in riassunto nel post linkato sopra), le risposte - promesse per "nei prossimi giorni" si trovano SRG antwortet auf Fragen zu pactevod: “.. im Moment keine Angaben machen ..”, (la SSR risponde alle domande su pactevod rss2_replacenome del sito di Video On Demandrss2_replace: "... per ora rss2_replacenon possiamorss2_replace rilasciare dichiarazioni") Blog di Digitale Allmend, 19.10,2007. In realtà ha risposto alla domanda 1 e in modo molto limitato alla domanda 4:


1) Per quali motivi l'archivio di SF (Schweizer Fernsehen) viene messo a disposizione gratuitamente, mentre i film di pacteVOD invece no?

Le trasmissioni SF offerte online sono produzioni proprie, per le quali essa detiene tutti i diritti. I documentari, lungometraggi, cortometraggi e film di animazione proposti su pacteVod sono co-produzioni con produttori, registi ecc. indipendenti. Il Pacte de l'audiovisuel è un contratto tra le professioni cinematografiche rss2_replaceFilmbrancherss2_replace indipendenti e la SRG SSR. Per poter offrire le coproduzioni del patto è stato concluso un accordo con le associazioni cinematografiche per la fase di prova. Dopo la fase di test le esperienze verranno valutate assieme alle professioni cinematografiche rss2_replaceFilmbrancherss2_replace.

4) Secondo il comunicato SSR del 25.4.07, "Il download, a pagamento, permetterà di sostenere la produzione e la creatività svizzere nell’ambito  della fiction, della documentaristica e dell’animazione, settori che il pubblico ha dimostrato di gradire notevolmente negli ultimi anni".
Vorremmo capire esattamente quale proporzione dei proventi VOD verrà assegnata
* al finanziamento della piattaforma VOD e al pagamento delle licenze (di software) per le produzioni che si trovano nell'archivio VOD
* a nuove produzioni secondo il comunicato della SRG del 25.04.07.

I proventi vengono suddivisi tra la SRG SSR, il co-produttore e il pagamento dei diritti di autore.

Le risposte alle altre domande, effettivamente, si suddividono tra Dazu kann ich Ihnen im Moment - nach so kurzer Betriebszeit - keine Angaben machen. (Per ora, dopo un tempo di attività così breve, non posso fare dichiarazioni - domande 2 e 3) e Nach Abschluss der Testphase werden die Erfahrungen ausgewertet und die Optionen geprüft (a conclusione della fase di prova le esperienze verranno valutate e le opzioni verranno vagliate - domande 5, 6 e 6 bis).

Per quanto riguarda la domanda sull'inaccessibilità alle persone cieche delle pagine per il download della piattaforma Video On Demand, aggiunta alle domande di Digitale Allmend nella rubrica "Navigare Meglio" intitolata "Video On Demand": solo domande? uscito su Spendere Meglio di ottobre 2007, la risposta è:

Merci beaucoup pour votre intérêt pour Video on Demand Pacte.
Nous avons bien pris connaissance de vos remarques pour adapter la plateforme après la phase de test. Cela sera bien examiner, aussi avec nos partenaires, les associations signataires du Pacte de l'audiovisuel.
La phase test durera jusqu'au 31 janvier 2008. Sur la base de nos expériences nous alons évaluer tous les éléments et en discuter avec tous les partenaires impliqués.
Bien sûr vous serez informé en temps utile.

(Traduzione: Grazie tante per il suo interesse per il Pacte Video on Demand.
Abbiamo preso nota delle sue osservazioni per adattare la piattaforma dopo la fase di prova. Sarà opportuno esaminarrss2_replacelerss2_replace anche con i nostri partner, le associazioni firmatarie del Pacte de l'audiovisuel.
La fase di prova durerà fino al 31 gennaio 2008. In base alle nostre esperienze valuteremo tutti gli elementi e ne discuteremo con tutti i partner coinvolti.
Ovviamente la informeremo in tempo utile)
 
October 19th, 2007 @ 2:10AM | 0 Comments | Post a Comment


"Video On Demand": solo domande? - Navigare Meglio, ottobre 2007
Aggiornamento: il 15.10.2007 una persona della SRG SSR Idée Suisse mi ha risposto di non aver ricevuto il mio e-mail del 15.09.2007 (ma io non avevo ricevuto una notifica di non consegna, altrimenti avrei rilanciato) e che avrebbe risposto alle domande "entro questa settimana" (in un e-mail intitolato "AW: Questions pour un article sur Spendere Meglio à propos du service Video On Demand - article publié" (C.A.).

Il 25 aprile, la SRG SSR Idée Suisse (SSR) annunciava il progetto "Video On Demand" (VOD), frutto di un accordo con autori e produttori di film:

....l'utente potrà scaricare film per una durata di 48 ore. Il download, a pagamento, permetterà di sostenere la produzione e la creatività svizzere nell'ambito  della fiction, della documentaristica e dell'animazione, settori che il pubblico ha dimostrato di gradire notevolmente negli ultimi anni.
(Vedi il comunicato stampa La SRG SSR idée suisse lancia il Video on Demand, 25.'4.2007)

E il 7 maggio a Lugano, durante la tavola rotonda Servizio pubblico radiotelevisivo e nuovi media: strategie e finanziamento del convegno INPUT 2007, il suo direttore Armin Walpen ha citato VOD come soluzione di autofinanziamento parziale per le televisioni di servizio pubblico.

Quando il sito del progetto VOD è diventato operativo ad agosto, l'associazione culturale Digitale Allmend l'ha testato e ha posto una serie di domande alla SSR. Non avendo ottenuto risposta, le ha pubblicato sul suo blog il 15 settembre: vedi Fragen an SF DRS zum pactevod (immer noch unbeantwortet). Traduzione riassunta:

  1. Perché, mentre gli archivi delle televisioni svizzere vengono messi a disposizione gratuitamente,  i film di VOD sono a pagamento?
  2. Qual è il rapporto tra spese di investimento e di mantenimento del servizio VOD, rispetto agli introiti previsti?
  3. A medio termine, il servizio verrà finanziato con i proventi del canone, oppure dovrebbe riuscire ad autofinanziarsi, o ad essere in attivo?
  4. Se lo scopo di VOD è di sostenere la produzione cinematografica svizzera, come verranno suddivisi gli introiti tra finanziamento del servizio, produttori e autori di film?
  5. Perché si è optato per una soluzione con DRM (protezione digitale) che funziona soltanto con Windows e WindowsMediaPlayer? È prevista un'offerta compatibile con altri sistemi (Linux, Mac OS)?
  6. Intendete proporre anche download senza restrizioni? Se sì, a quali condizioni e quando? Anche in altri formati e senza DRM?  Se no, perché?
Alle domande di Digitale Allmend si aggiunge quella emersa in una discussione online del progetto Accessibilità del Web in Ticino e spedita alla SSR: Perché i siti di VOD non sono accessibili ai disabili e in particolare ai ciechi e agli ipovedenti che si servono di uno "screen-reader" (programma che legge il testo dello schermo - vedi it.wikipedia.org/wiki/Screen_reader), e perché non viene offerta una versione alternativa testuale, da loro utilizzabile?

Anche questa domanda è tuttora inevasa. Il sito principale del progetto si chiama Pactevod.ch. Pactevod o Pacte-avoid?

Claude Almansi
www.noimedia.org
Spendere Meglio, ottobre 2007

I link sopra e alcuni altri sono radunati e descritti nella pagina del.icio.us/noimedia/pactevod.
 
October 16th, 2007 @ 1:08PM | 0 Comments | Post a Comment


Of Scripts and Stats and Mice and Men
See Of Scripts and Stats and Mice and Men, as the filter here seems to think that "one or more of the fields ... contains cursing or words that were flagged as innappropiate". I've racked my brain to find which field and what words, then I gave up and posted elsewhere...
 
October 4th, 2007 @ 6:33PM | 0 Comments | Post a Comment


BBC NEWS: Police target Pakistan opposition - Published: 2007/09/22 22:50:09 GMT
Police in Pakistan have detained key opposition figures who vowed to disrupt President Pervez Musharraf's bid for re-election, officials say.

Dozens of warrants for preventative custody had been issued, officials say.

Two of the key targeted groups are the PML-N party of former PM Nawaz Sharif and Jamiat Ulema-i-Islam, an alliance of hardline Islamist parties.(...)
Among those arrested was Javed Hashmi, acting leader of the PML-N, (...)
Also detained was Hafiz Hussain Ahmed, from the radical Jamiat Ulema-i-Islam.
(...)
Story from BBC NEWS:
http://news.bbc.co.uk/go/pr/fr/-/2/hi/south_asia/7008848.stm

Published: 2007/09/22 22:50:09 GMT
 
September 22nd, 2007 @ 7:12PM | 0 Comments | Post a Comment


Il "social bookmarking" in parole semplici (CommonCraft Show)

Social Bookmarking in Plain English, di Lee LeFever (CommonCraft Show)
con sottotitoli italiani

Trascrizione dei sottotitoli DotSub.com
(allo stato attuale: quelli del player sopra potrebbero cambiare se qualcuno li modifica su DotSub.com)
1
0:0:5,100 --> 0:0:7,000
E' davvero troppo...

2
0:0:7,100 --> 0:0:10,000
Lo sapevi che ci sono più di 15 miliardi di pagine web?

3
0:0:10,100 --> 0:0:14,000
Per capirci qualcosa, dobbiamo scegliere e salvare le pagini migliori per dopo.



4
0:0:14,100 --> 0:0:18,000
Ci sono vari modi. Possiamo salvarle tra i preferiti del nostro web browser come "segnalibri"

5
0:0:18,100 --> 0:0:20,000
No.. diventa tutto confuso dopo un po'

6
0:0:20,100 --> 0:0:22,000
Inoltre questi segnalibri sono connessi a un solo computer

7
0:0:22,100 --> 0:0:24,000
Questo è il vecchio modo

8
0:0:24,100 --> 0:0:27,000
C'è un nuovo modo che non utilizza un browser, bensì un sito web

9
0:0:27,100 --> 0:0:32,000
cioè un sito detto di "social bookmarking" (condivisione di segnalibri), e oggi useremo il sito del.icio.us

10
0:0:32,100 --> 0:0:35,000
Rende l'uso dei segnalibri più utile e divertente

11
0:0:35,100 --> 0:0:36,000
Ci concentreremo su tre aspetti

12
0:0:36,100 --> 0:0:38,000
Come cominciare a utilizzare il social bookmarking

13
0:0:38,100 --> 0:0:40,000
Come i segnalibri vengono organizzati tramite tag (etichette)

14
0:0:40,100 --> 0:0:43,000
e perché questo tipo di bookmarking è "social" (socievole)

15
0:0:43,100 --> 0:0:46,000
Primo. Vai su delicious.com per registrarti gratuitamente

16
0:0:46,100 --> 0:0:50,000
Durante la registrazione vedrai come aggiungere facilmente 2 pulsanti al tuo web browser

17
0:0:50,100 --> 0:0:52,000
Sono pulsanti importanti

18
0:0:52,100 --> 0:0:55,000
Il pulsante "Tag" serve ad aggiungere segnalibri al sito delicious

19
0:0:55,100 --> 0:1:1,000
Su qualsiasi sito puoi cliccare "tag" per salvarlo come segnalibro delicious. Facile!

20
0:1:1,100 --> 0:1:3,000
Fai conto di essere un insegnante

21
0:1:3,100 --> 0:1:6,000
che usa la rete per trovare lezioni di matematica per la scuola media

22
0:1:6,100 --> 0:1:8,000
Sei sopraffatto dalla quantità di siti disponibili

23
0:1:8,100 --> 0:1:10,000
Sono davvero troppi da ricordare!

24
0:1:10,100 --> 0:1:17,000
Con del.icio.us ricordarsi i siti è facile come fare click! Oh bene.. Perfetto

25
0:1:17,100 --> 0:1:19,000
Questo è quello che succede quando clicchi "tag":

26
0:1:19,100 --> 0:1:22,000
si apre una nuova finestra in cui puoi inserire ulteriori informazioni

27
0:1:22,100 --> 0:1:26,000
Puoi aggiungere parole chiave o tag che descrivano il sito

28
0:1:26,100 --> 0:1:28,000
Questo ti aiuterà quando vorrai ritrovare dati segnalibri in seguito

29
0:1:28,100 --> 0:1:32,000
Per questo sito, potredti utilizzare i tag "algebra", "bestof", "tutorial", "matematica" e "compiti"

30
0:1:32,100 --> 0:1:35,000
Poi clicchi "save" per salvare il segnalibro su del.icio.us

31
0:1:35,100 --> 0:1:38,000
Quando salvi una pagina succedono due cose:

32
0:1:38,100 --> 0:1:42,000
1 - il sito viene salvato insieme a tutti gli altri tuoi segnalibri su delicious.com

33
0:1:42,100 --> 0:1:46,000
2 - i tag vengono salvati in una lista di tutti i tuoi tag

34
0:1:46,100 --> 0:1:50,000
Basta ripetere il processo per ogni sito che vuoi salvare. Questo è il "bookmarking"

35
0:1:50,100 --> 0:1:53,000
Andiamo avanti di due mesi per venire al secondo aspetto:

36
0:1:53,100 --> 0:1:55,000
Perché i tag sono importanti?

37
0:1:55,100 --> 0:1:58,000
Mettiamo che hai creato 100 segnalibri. Un vero caos, no?

38
0:1:58,100 --> 0:2:3,000
Beh, i tag che hai aggiunto ti permettono di ordinare i segnalibri

39
0:2:3,100 --> 0:2:5,000
Per trovare tutti siti sull'algebra che hai segnato,

40
0:2:5,100 --> 0:2:9,000
clicchi sul tag "algebra", e voilà, da 100 si riducono a 3!

41
0:2:9,100 --> 0:2:12,000
E' più facile ritrovare qualsiasi segnalibro con i tag

42
0:2:12,100 --> 0:2:13,000
Ma non è tutto...

43
0:2:13,100 --> 0:2:17,000
Vediamo cosa si intende per "social" (socievole)

44
0:2:17,100 --> 0:2:18,000
Pensa ai tuoi colleghi insegnanti.

45
0:2:18,100 --> 0:2:20,000
Non potrebbero trarre vantaggio dai tuoi segnalibri?

46
0:2:20,100 --> 0:2:24,000
Beh, possono. I segnalibri del.icio.us sono pubblici.

47
0:2:24,100 --> 0:2:29,000
Quindi amici e colleghi possono vedere i tuoi segnalibri usando i tag, come te

48
0:2:29,100 --> 0:2:32,000
Ecco perché questo viene chiamato "social" bookmarking

49
0:2:32,100 --> 0:2:34,000
I tuoi segnalibri possono essere utili anche ad altri

50
0:2:34,100 --> 0:2:35,000
Vedila così:

51
0:2:35,100 --> 0:2:39,000
Tu inizi a salvare dei siti di algebra e i tuoi colleghi possono vedere quelli che trovi

52
0:2:39,100 --> 0:2:42,000
Poi cominciano a salvare siti

53
0:2:42,100 --> 0:2:47,000
Dopo qualche settimana, un gruppo di insegnanti sta salvando i propri siti preferiti di matematica

54
0:2:47,100 --> 0:2:51,000
e visto che i segnalibri sono pubblici, tutti possono scoprire materiale nuovo e pertinente.

55
0:2:51,100 --> 0:2:56,000
Insieme si può creare una rete che genera un flusso continuo di siti interessanti ed utili

56
0:2:56,100 --> 0:2:58,000
tutti organizzati tramite tag su del.icio.us

57
0:2:58,100 --> 0:3:3,000
Quindi il social bookmarking mette ordine in un mondo caotico

58
0:3:3,100 --> 0:3:6,000
Ricorda i tre passi per iniziare:

59
0:3:6,100 --> 0:3:11,000
1 - vai su delicious.com per registrarti e aggiungi i pulsanti sul tuo browser

60
0:3:11,100 --> 0:3:14,000
2 - comincia a salvare dei siti con dei tag

61
0:3:14,100 --> 0:3:19,000
3 - sii socievole. Guarda quanto possano essere utili e divertenti i segnalibri degli altri!

62
0:3:20,100 --> 0:3:25,000
Sono Lee LeFever, e questo era "Social Bookmarking in parole semplici", nel Common Craft Show


 
September 19th, 2007 @ 8:34PM | 0 Comments | Post a Comment


Budapest Declaration in a locked PDF
Explanation: this is my answer to the question "The Budapest Declaration: also valid outside of Europe?" in a discussion forum about community development. The forum moderator had attached the Declaration to her question, but in a locked PDF. So I added a link to The Budapest Declaration - Building European civil society through community development using the one-link dialogue box at the bottom of the posting form. I had half hoped that html would work in the post itself, but it didn't. So I am reposting my answer here so as to link it there.
Claude

Hi M***

The PDF of "The Budapest Declaration -
Building European civil society through community development" in your attachment is locked. And all the other PDF versions I found online are locked too.
Much as I object to MS OpenDocument format (and to Microsoft's recent and dubious shenanigans to have its OOXML specification aproved as an ISO standard), I'll add the link to its OpenDocument version below: at least people will be able to copy from it if they want to quot, and to re-save it in a really open format.

This is not just a tech issue. It is a social issues. Locked PDFs exclude blind people. At least Adobe has made the locking of their PDFs openable with screen-readers of the last generation (1). But this locked PDF is generated with Microsoft Word.

This seems insane for a document entitled "Building European civil society through community development". Civil society has repeatedly said that in wants open, compatible standards.

The alternative is that the authors/publishers are totally computer illiterate. Let's hope it's the publishers.

***

Hmm, having read the file, to answer your question "The Budapest Declaration: also valid outside of Europe?"

Not even within Europe, except in EU administration. The Preamble says:
One hundred and thirty community workers, researchers, donors and policy-makers, and representatives from government, civil society organisations and community groups, from 33 countries across the European Union and beyond

This mountain-born mouse is a vindication of Declan McCullaugh's most annoying tic of always writing "Eurocrats" instead of "Europeans". Abstract slogans - the concretest part is the request for more govt funding for "programmes such as Grundtvig".

Now on Sept. 8, 2000, the UN adopted the United Nations Millennium Declaration. It was abstract too, but it had the merit of being far more concise than the Budapest one. And it seeded the UN Millennium Project (2002), where concrete objectives are specified for each general goal.

Then from Aug. 25 to Sept. 4 2002, at the World Summit on Sustainable Development (Johannesburg, ZA), the United Nations University, UNESCO, ICSU and SCA issued the Ubuntu Declation On Education and Science and Technology for Substainable Development

Possibly, the 130 community workers who met in Budapest might been justified in ignoring these precedents. Possibly, but it is odd: I have been an active member of comunica-ch, the Swiss coalition for information society, since early 2003. During the preparation of the 2 World Summits on Information Society (Geneva 2003 and Tunis 2005), the knowledge sharing and action coordination among civil society organisations was extremely intense. When it - very early - became obvious that publishing on the site foreseen for civil society info by ITU was far too slow and hierarchic, the various groups and associations simply coordinated their actions and shared their info through mailing-lists, wikis and - later on - syndicated blogs.

But granted, the 130 community workers who met in Budapest might been justified in ignoring these precedents.Not the 3 experts listed as contacts at the beginning of the document (without any indication about their role in the process, btw). Oh, and having contact addresses you can't click or copy is rather paradoxical too.

Best

Claude

(1) About protected files discriminating people with disabilities:
- Sehbehinderten droht Diskriminierung durch DRM. Swiss Internet User Group communique, May 9, 2007. (Italian translation)
- Bernhard Heinser (in the name of 8 blind and low-sighted people's associations): Statement wegen Urheberrecht - Schutzausnahme - Umgehungsverbot, May 8, 2007 (Italian translation)
- Interview über DRM und Zugänglchkeit with Luca Mascaro, May 9, 2007 - Original Italian podcast with links to the Italian transcript and its English translation.
The purpose of this note is to illustrate the fact that web accessibility is a social and political issue, not a tech issue. But the 3 texts also illustrate how civil society shares info and collaborates: these 3 documents were planned, written (recorded and transcribed in the case of the podcast) and translated within days at distance, because the Swiss National Council was examining the draft revision of the Copyright Law (Urheberrechtsgesetz) and both IFPI.ch and Audiovisonschweiz.ch were intensifying their lobbying for the complete removal of the paragraph that stipulates restrictions to the interdiction of circumventing DRM anti-copy protection. So we counterlobbied with these 3 texts, in coordination with the actions of Konsumentenschutz.ch and other consumers' association.
(and now I hope HTML works in these messages, otherwise I'll post it in my blog and will link to the post).

 
September 10th, 2007 @ 3:54PM | 0 Comments | Post a Comment


A dieci anni del lancio del Progetto Poschiavo: convegno sullo sviluppo comunitario a Lucerna

 

Community Development 2007 | Progetto Poschiavo | Projet Guinée | movingAlps | Incontro Crisi dei confini. Verso un'ingegneria dello sviluppo regionale | Pubblicazioni e corsi | Evoluzione della società dell'informazione | Web 2.0 e antropologia culturale | Link | Tag Technorati | Note

Sole attraverso i rami di un albero, fotografato da un bambino durante il progetto minimovingAlps Vallemaggia

 

Community Development 2007

Dal 25 al 28 settembre 2007 si terrà a Lucerna il convegno internazionale Community Development 2007, il terzo dopo quelli di Bordeaux (2003) e Sao Paolo (2005). Gli abstract degli interventi possono già essere consultati dalla pagina del programma provvisorio.

Tra i relatori, ci sarà il professor Dieter Schürch, che dirige il Laboratorio di Ingegneria della Formazione e dell'Informazione (LIFI) dell'Università della Svizzera Italiana (USI). Proporrà alcune interrogazioni e riflessioni in francese su Développement regional en tant que processus d'apprentissage?. Dal testo originale italiano di questo abstract:

L'apprendimento concerne persone, e trova la sua espressione più riconosciuta e legittima nella scuola.

Trasferire la medesima nozione a una regione significa fare un salto verso una dimensione che merita di essere definita.

Ma come definirla ?

E' possibile delimitare la regionalità in un'epoca di trasformazione di confini che, in un recente passato, avevano permesso di identificare alcune unità, di Stato, di cultura, di religione, di territorialità, e di altro ancora ?

E' possibile parlare di apprendimento in un territorio che lotta per conservare un'identità che si sta disgregando sotto la spinta di processi migratori irreversibili ?

E ancora, come si profila la fisicità di un territorio che apprende ?1

Non sono domande accademiche nel senso di "fatte a tavolino". È da dieci anni che Dieter Schürch e gli altri collaboratori che costituiscono adesso il team del LIFI elaborano e realizzano progetti di formazione a distanza e di sviluppo in regioni isolate e svantaggiate in Svizzera e all'estero, trovando finanziatori, annodando reti di collaborazioni con istituzioni universitarie locali e straniere - e soprattutto radunando una sterminata documentazione in tempo reale sullo svolgimento di questi programmi: interviste ai destinatari e agli operatori sul terreno, questionari, diari di bordo, che poi sono stati analizzati in una ricca messa di pubblicazioni scientifiche. Quindi le domande sopra non sono domande accademiche nel senso di "fatte a tavolino", ma sono domande vitali per il mondo accademico che si occupa di sviluppo e di formazione. E Dieter Schürch e i suoi collaboratori se le pongono e cercano di rispondervi da ben prima della creazione del LIFI:

Progetto Poschiavo

Nel 1997, il lancio del Progetto Poschiavo 2 segnava una svolta nell'approccio dello sviluppo regionale e della formazione a distanza- non solo in Svizzera ma anche a livello internazionale. Dalla Carta d'Identità del progetto:

Un Progetto ...

  • di sviluppo regionale,

  • che coinvolge l'intera popolazione nella sua realizzazione;

  • che si adatta alle esigenze della realtà locale;

  • che mira alla salvaguardia delle minoranze

  • che prevede la formazione di persone della regione con nuovi profili professionali (Assistenti di pratica in formazione a distanza);

  • che attiva una rete tecnologica moderna di comunicazione, facente capo a dei centri locali, che permetta a tutta la popolazione di praticare i contatti a distanza;

  • che studia e prova, grazie all'uso delle nuove tecnologie della comunicazione nuove forme di formazione;

  • che promuove la realizzazione di progetti di ecologia umana, volti a valorizzare aspetti peculiari dell'ambito economico, sociale, artigianale, turistico o culturale delle regioni coinvolte;

  • che vede più persone ed enti coinvolti

  • concepito su tre fasi;

  • le cui ricadute sono per tutta popolazione;

  • aperto verso il futuro.

Nel 97, era l'insistenza sulla necessità di adattare progetti di sviluppo comunitario alle esigenze reali dei destinatari e di conseguenza sull'importanza della dimensione dell'ecologia umana a contraddistinguere il Progetto Poschiavo da altri progetti di sviluppo e di formazione che ricorrevano alle "ICT", alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. In effetti, allora prevaleva un entusiasmo giulivo per le magnifiche sorti e progressive di una società dove queste ICT avrebbero risanato tutti i problemi – vedi ad esempio gli interventi del convegno Oxford con il Lago 3. Anche nel campo dell'e-learning regnava "una certa euforia" poi smentita dalla realtà – come diceva Sabine Seufert in un'intervista concessa a Tam Tam di ADISI4 , con speranze di riduzione drastica dei costi e dei tempi di apprendimento, di una maggiore efficacia e di un maggior divertimento. Il team del Progetto Poschiavo ha anche avuto il merito di non cadere mai in queste illusioni euforiche.

Questa prospettiva più sobria sul potenziale della tecnologia era dovuta in gran parte alla lunga esperienza già affermata dei membri del team nel campo della formazione dei docenti delle scuole professionali, e in particolare dell'approccio di "laboratorio didattico" presso l'Istituto Federale di Pedagogia per la Formazione Professionale di Lugano, fondato e allora diretto da Dieter Schürch. Semplificando molto: il Laboratorio didattico è nato dalla costatazione che imporre un corso di formazione basato unicamente su ciò che il formatore ritiene possa servire agli apprendenti non funziona né a lungo termine né in profondità. E questo vale per i docenti come per qualsiasi altro apprendente. Quindi il laboratorio didattico rovesciava l'approccio formativo tradizionale, partendo dall'accertamento dei bisogni dei partecipanti, poi fornendo una formazione mirata a soddisfare questi bisogni5.

Questo stesso approccio basato sull'accertamento dei bisogni degli utenti ha caratterizzato non soltanto il Progetto Poschiavo, ma anche quelli successivi concepiti dallo stesso team, ad esempio:

Projet Guinée

Il Projet Guinée, in collaborazione con  l'Institut Supérieur des Sciences de l'Education (ISSEG - Conakry, République de Guinée), ha proposto una formazione di formatori di agenti di alfabetizzazione e di assistenti in sviluppo comunitario. Questa formazione comprendeva anche la progettazione e la realizzazione, da parte dei partecipanti, di piccole attività economiche cooperative nel cui contesto veniva offerta l'alfabetizzazione6.

movingAlps

In Svizzera, l'esperienza acquisita nel Progetto Poschiavo ha consentito di estenderne il concetto ad altre valli in un nuovo progetto, movingAlps, tuttora in corso. Tra i sotto-progetti innovatori, rispetto al Progetto Poschiavo, di movingAlps:

Incontro Crisi dei confini. Verso un'ingegneria dello sviluppo regionale

Nel 2004, il team si è trasferito dall'ISPFP all'Università della Svizzera Italiana (USI), dove ha creato in Laboratorio di Ingegneria della Formazione e dell'Innovazione (LIFI). I 21 e 22 settembre 2006 il LIFI, avvalendosi della rete internazionale di contatti con istituzioni universitarie creata nel contesto dei progetti evocati sopra, ha organizzato l'incontro La crisi dei confini. Verso un'ingegneria dello sviluppo regionale all'USI. I video di quasi tutti gli interventi possono tuttora essere visualizzati a partire della pagina Programma.

Pubblicazioni e corsi

Oltre a queste attività e alle numerose pubblicazioni scientifiche, basate in gran parte sull'analisi della documentazione radunata nei progetti di formazione a distanza e di sviluppo sostenibile, il LIFI offre anche corsi. Ad esempio, nell'anno accademico 2007-2008, il LIFI parteciperà al Master of Advanced Studies (MAS) in Community Development organizzato dalla Hochschule für Soziale Arbeit (HSA) e dalla Hochschule für Wirtschaft (HSW) di Lucerna, al quale collaboreranno anche l'Istituto Scienze della Terra (IST) del Dipartimento Ambiente Costruzione e Design (DACD) della Scuola Universitaria professionale della Svizzera Italiana (SUPSI). Il corso si svolgerà in tedesco a Lucerna e in italiano a Lugano-Trevano. Ulteriori informazioni in Master of Advanced Studies (MAS) in Community Development sul sito del LIFI.

Evoluzione della società dell'informazione

Dal 1997, quando è stato lanciato il Progetto Poschiavo, la società dell'informazione e i suoi mezzi si sono evoluti molto velocemente. In un'intervista del 1996, sulla Free Software Foundation, Richard M. Stallman evocava anche una sua visione di un'enciclopedia libera:

 

 

(I sottotitoli possono essere scaricati come file di testo: http://mojiti.com/set/export/12712?format=srt)

Nel 1996, 2000 docenti che s'impegnassero a produrre un articolo all'anno sull'arco di 10-20 anni era pura utopia. Nel 2000 nasceva Nupedia, un'enciclopedia collaborativa scritta da volontari, però ancora abbastanza gerarchichizzata ed elitista, con una procedura ricalcata dal "peer reviewing" delle case editrici accademiche (vedi la sezione Editorial process nell'articolo inglese di Wikipedia su Nupedia). Nel 2001 nasceva Wikipedia, che non solo combaccia con la visione evocata da Stallman nell'intervista del 1996 - un'enciclopedia libera, che tutti possono utilizzare e copiare - ma va ben oltre: la sua struttura è quasi totalmente a-gerarchica sia a livello del sito sia nella procedura editoriale. Invece dei 20'000-40'000 articoli che auspicava su 10-20 anni, al 24 agosto 2007, Wikipedia ne contava 8.2 milioni in 253 lingue, e di una notevole se non completa affidabilità. Come dice la battuta: "Il problema con Wikipedia è che funziona soltanto in pratica. In teoria non può mai funzionare 7."

Web 2.0 e antropologia culturale

Il problema con molti professionisti della formazione e dello sviluppo - ma anche dell'informazione8 - è che amano le teorie, e amano piegare la realtà alle teorie. Davanti a Wikipedia e alla sua caterva di sorelline che compongono il cosiddetto Web 2.0 della cultura collaborativa, si chiudono. Non tutti, per fortuna.

Vedi "Web 2.0 ... The Machine is Us/ing Us (con sovratitoli italiani di carloz basati sui miei9) di Michael Wesch, professore assistente di antropologia culturale e iniziatore del gruppo di ricerca in etnologia digitale mediatedcultures.net alla Kansas State University:

 

 

(I sottotitoli possono essere scaricati come file di testo: http://mojiti.com/set/export/4125?format=srt)

Breve cronistoria 10– in se tipica del Web 2.0 – di questo video sul Web 2.0:

  • Michael Wesch ha caricato il video originale su You Tube il 31 gennaio 2007, dove finora è stato visualizzato 3'379'193 volte, ha suscitato 5957 commenti e 28 risposte tramite altri video.

  • Il 6 febbraio 2006, ha creato la pagina "comunitaria" http://mojiti.com/kan/2024/3313, affinché tutti possano commentare direttamente sul video. Finora ci sono stati 158 commenti, che ricoprono quasi interamente il video, e questa versione è stata visualizzata 11'002 volte .

  • L'8 febbraio ho creato un'altra copia in http://mojiti.com/kan/2024/3388 per tradurre i testi di Wesch in italiano. Il 16 febbraio "carloz", trovando che era una buona idea ma che la mia versione era migliorabile (il suo cortese eufemismo nell'email che mi ha mandato), l'ha effettivamente molto migliorata in http://mojiti.com/kan/2024/4125.

  • Finora sono state create 26 simili versioni : alcune per sovratitolare il video in altre lingue, altre per poter commentare il video di Wesch in santa pace, fuori dalla baraonda dei 158 commenti della versione comunitaria; alcune individuali, altre collaborative come i sovratitoli italiani.

  • L'8 marzo, Michael Wesch caricava una versione definitiva su YouTube, di nuovo associata a una pagina comunitaria per i commenti e le traduzioni su Mojiti.

  • Il 24 aprile 2007, riceveva uno dei Rave Awards di Wired Magazine come The Explainer per questo suo video sul Web 2.0.

Certo, ci sono differenze tra i lavori di mediatedcultures.net e quelli del LIFI. Però hanno in comune l'approccio dell'antropologia culturale, che consente loro di orientarsi nella società dell'informazione di oggi e di ricavarne un senso. In Anthropology 2.0, un a delle interviste video concesse a Wired in occasione della premiazione, Wesch parla del crescente interesse per le ricerche antropologiche sugli utenti e gli usi del Web, legato alla recente presa di coscenza del fatto che: "...the Web is about people, not about data". Questo, il team del LIFI l'ha capito e lo mette in pratica nel suo uso degli strumenti tecnologici nei suoi progetti di formazione a distanza e di sviluppo economico da 10 anni.

Da qui la scelta logica degli organizzatori del convegno Community Development 2007 di invitare il direttore del LIFI, il professor Dieter Schürch, a parlare di sviluppo regionale.

Link

I link citati sopra, assieme ad altri link pertinenti sono stati segnati con il tag LIFI_comdev nell'account del.icio.us di Noi Media e quindi sono reperibili nella pagina http://del.icio.us/noimedia/LIFI_comdev.

Così, da una parte li potrò aggiornare senza dover modificare questo testo. E dall'altra, se altri utilizzeranno lo stesso tag LIFI_comdev nei loro account del.icio.us per pagine che riguardano l'attività di formazione e di sviluppo comunitario del LIFI, i link di tutti verranno radunati nella pagina comune http://del.icio.us/tag/LIFI_comdev .

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 Web 2.0,  Wikipedia,  youtube.

Note

1Il testo completo dell'abstract in italiano può essere chiesto al professor Schürch. Per i suoi recapiti, vedi la sua pagina sul sito dell'Università della Svizzera Italiana.

2Tutti i link di questo post che riguardano il Progetto Poschiavo sono tratti da copie del sito www.progetto-poschiavo.ch registrate nell'Internet Archive (IA) e elencate in http://web.archive.org/web/*/http://www.progetto-poschiavo.ch/ - "copie" al plurale perché le copie IA non contengono tutte le stesse pagine.
Ci sarebbe un altro post da scrivere sulla decisione amministrativa di togliere dal web la documentazione di questo progetto pionieristico.

3A cura di Alessio Petralli e Stefano Vassere, novembre 2005. il link porta alla copia IA: http://web.archive.org/web/20040218153909/www.tinet.ch/nuovacritica/unicommunications/oxford/welcome.htm.

4L'intervista a Sabine Seufert era andata in onda il 24.01.2005 e può tuttora essere riascoltata/scaricata - in una versione doppiata in italiano da Adelina Crucitti - da www.adisi.ch/tamtam/mp3/AD_8A_TAMTAM.mp3. Il testo originale tedesco dell'intervista si trova in Intervista Sabine Seufert: e-learning oggi (copia IA) e quello del doppiaggio italiano in Seufert doppiaggio.

5In Ticino, l'approccio "laboratorio didattico" della formazione è stato ufficialmente sancito nel Regolamento dell'Istituto cantonale per l' abilitazione e l'aggiornamento dei docenti del 5 luglio 1994 ed è stato anche adottato in seguito  dall'Alta Scuola Pedagogica.

6Vedi Alphabétisation, Développement communautaire et utilisation des TIC dans la formation di Amadou Tidjane Diallo (direttore dell'Institut Supérieur des Sciences de l'Education (ISSEG - Conakry, République de Guinée). 19.03.2003. Intervento presentato nel contesto della giornata di riflessione